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Slum Tourism: turismo per la povertà o turismo della povertà?

Estratto della Tesi di Anna Azzariti

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11 L’inserimento degli slum negli itinerari turistici, dapprima dei londinesi e poi di tutti i turisti in visita alla città, rese infatti ben presto queste aree parte integrante del turismo urbano. Prima della fine del secolo, a Manhattan, Chicago e San Francisco nacquero le prime compagnie turistiche specializzate nelle visite guidate agli slum e lo slumming divenne una pratica aperta ad una vasta gamma di clienti. Successivamente alla commercializzazione della pratica, sempre più turisti in visita a New York inserirono nel loro itinerario della città anche il tour negli slum. Così lo slumming divenne non soltanto parte integrante del turismo urbano ma anche attrazione che contribuiva a rendere la città intera una destinazione turistica attrattiva 11 . Lo slumming a New York si differenziò da quello londinese per la totale assenza di questioni di riforma sociale, scrupoli e vergogna. Si trattava semplicemente di sperimentare un sito di interesse turistico e le intenzioni di intrattenimento potevano essere liberamente professate senza venire condannate. Un’altra importante caratteristica dello slumming che prese forma negli Stati Uniti fu il particolare interesse verso le diversità etnico culturali. Tra il 1880 e il 1920 gli Stati Uniti accolsero un elevatissimo numero di immigrati dall’Europa meridionale e orientale e dall’Asia. Le città si espansero molto velocemente e il forte razzismo e la xenofobia che caratterizzavano la società americana dell’epoca fecero si che la nazionalità e la razza divenissero categorie fondamentali nell’accesso al lavoro e all’abitazione. Nelle periferie delle grandi città nacquero così delle vere e proprie colonie di immigrati (Little Italy, Chinatown, Judea and Russian Quarter) che erano spesso caratterizzate da scarse condizioni abitative e urbane e da un’elevata povertà. Per il settore turistico, già contagiato dalla pratica dello slumming, questi quartieri segregati dal resto della città, in cui vivevano i nuovi e disprezzati immigrati, rappresentavano invece «colorate attrazioni esotiche» che descrivevano perfettamente la crescente eterogeneità delle nuove città cosmopolite americane 12 . I turisti erano sempre più interessati a vedere le condizioni lavorative e di vita dei diversi gruppi di immigrati in quanto erano considerate espressione di “identità culturale”. 11 Cfr. M. Steinbrik, Op. cit. 12 J. M. Conforti, citato in M. Steinbrik, Op. cit., p.226.
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Slum Tourism: turismo per la povertà o turismo della povertà?

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Informazioni tesi

  Autore: Anna Azzariti
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Gestione e Valorizzazione del Turismo
  Relatore: Maria Cristina Martinengo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 148

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Parole chiave

turismo responsabile
turismo sostenibile
pro poor tourism
baraccopoli
slum tourism
turismo e povertà
reality tourism

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