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La disciplina del rapporto di lavoro c.d. ''a partita I.V.A.'' alla luce della legge n.92\2012

Estratto della Tesi di Andrea Flavi

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10 fattispecie si differenziano tra loro in quanto l’appalto, per la natura dell’opera o del servizio, presuppone nell’appaltatore un’organizzazione ad impresa in modo che egli possa avvalersi del lavoro subordinato di altre persone, mentre nel contratto d’opera il contraente, la cui figura tipica è l’artigiano, impiega il lavoro proprio e dei membri della sua famiglia. 2. Il contratto d’opera Prima di analizzare gli elementi del contratto d’opera, è necessario, osserva la dottrina, andare a ricercare dei criteri per l’individuazione della fattispecie: l’oggetto dell’obbligazione e l’alternativa mezzi/risultato, la continuità, la durata e infine il rischio. La differenza tra le obbligazioni di mezzi e le obbligazioni di risultato, rilevano gli autori, può essere osservata confrontando tra loro i rapporti di lavoro subordinati e quelli autonomi 32 . La paternità della distinzione tra obbligazioni di mezzi e obbligazioni di risultato, viene comunemente attribuita al giurista francese René Nicolas André Demogue, che nel 1925 scrisse le "Traité des Obbligations en General" 33 . famigliari, se l’impresa produca in serie; non più di 8 dipendenti, compresi i famigliari, se l’impresa presti servizi di trasporto; non più di 32 dipendenti per l’impresa che svolga attività nel settore dei lavori artistici, tradizionali e dell’abbigliamento su misura; non più di 10 per le imprese di costruzioni edili. Ma la legge ammette di derogare, entro certi limiti, i tetti testé menzionati, qualora le unità aggiuntive siano costituite da apprendisti; inoltre, ai sensi dell’art. 5 co. 5, è contemplata la possibilità di superare questi livelli occupazionali sempreché ciò avvenga fino ad un massimo del 20% e per un periodo non superiore ai 3 mesi nell’arco dell’anno. Si consideri, infine, che sono esclusi dal computo (senza limitazioni) i portatori di handicaps e i famigliari che prestano la loro opera in modo occasionale o comunque non prevalente (art. 4 comma 2, n. 3 e 5), nonché (per un periodo di 2 anni) gli apprendisti passati in qualifica e mantenuti in servizio e i lavoratori a domicilio (sempre che non superino un terzo dei dipendenti non apprendisti occupati nell’impresa) (art. 4 comma 2, n. 1 e 2). 32 G. Suppiej, La struttura del rapporto di lavoro, I, Padova, 1957, pag. 79 e segg., Nei primi è dovuta esclusivamente un'attività lavorativa, conforme ai dati standard di diligenza e perizia. Nei secondi si ha riguardo alla produzione di un'opera o di un servizio che rappresentano il risultato dell'attività. L'opinione prevalente in letteratura, sostiene che nonostante si tratti di vincoli strutturalmente diversi è convincimento diffuso che qualunque debitore è sempre vincolato ad una attività che ha come fine quello di trasferire nella sfera del creditore una utilità oggettiva apprezzabile. 33 A. Di Majo, Delle obbligazioni in generale, in Comm. del cod. civ., Scialoja-Branca a cura di F. Galgano, Bologna-Roma, 1988, pag. 460 e segg., In realtà, la prevalente dottrina italiana utilizza il binomio mezzi/risultato depurato del valore dogmatico assegnato da questa corrente dottrinale, alludendo alla partizione che può essere effettuata in relazione ai rapporti obbligatori in ragione della capacità del
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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Flavi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Giuseppe Santoro - Passarelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 195

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lavoro autonomo
lavoro a progetto
riforma fornero
art. 69 bis
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