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Il raptus della donna nell'antica Roma

Estratto della Tesi di Sebastiana Nancy Grasso

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10 cui seguiva lo stupro, era anche visto come un mezzo “simbolico” che l’uomo adottava per far valere l’affermazione del genere maschile (individuo più forte) sulla donna (individuo più debole). Inoltre, in una società maschilista e misogina come quella romana, la donna veniva vista come uno strumento necessario per la riproduzione maschile, ella era esaltata solo per il suo compito biologico, era un mezzo di cui gli uomini avevano bisogno e, proprio perché si erano resi conto della sua importanza, la tenevano assoggettata al loro potere. I maschi non potevano farne a meno. Ippolito, in un celebre passo dell’omonima tragedia di Euripide, 9 rimproverava Zeus di aver voluto che la riproduzione della specie umana si realizzasse tramite le donne: – non sarebbe stato più semplice che gli uomini acquistassero la semenza dei propri figli, ricevendola direttamente nei templi in cambio delle loro offerte? – Ma questa era pura fantasia, nella realtà per generare figli c’era bisogno di creature femminili. Questo spiega la cura ossessiva con cui a Roma, ma anche nel mondo greco, ci si preoccupava dell’onore della donna. 10 In qualunque società fortemente patrilinea, in cui il nome, i beni e il potere si trasmettevano per via maschile, la donna, strumento insostituibile per la riproduzione, doveva essere quanto più pura possibile. Sarebbe stato terribile se altri maschi, tramite contatti illeciti e furtivi con quella donna, avessero violato la sua purezza. Infatti, come dice il Bettini: “Ogni contatto indebito di una donna con un qualsiasi maschio compromette, istantaneamente, l’onorabilità di un altro maschio da qualche altra parte.” 11 Spettava agli uomini di famiglia stare attenti e salvaguardare l’onore delle donne che dovevano dare in sposa, figlie o sorelle e, quando questo veniva violato, quel padre o quel fratello venivano considerati “uomini da niente” 12 che non sapevano badare alle proprie donne. Inoltre, colui che aveva compiuto il terribile atto illecito, poiché aveva offeso e messo in discussione il potere della patria potestà, veniva considerato un rivale da punire e, se la donna era stata consenziente, doveva essere punita anche lei. A decidere il da farsi per rimediare all’offesa ricevuta era spesso il paterfamilias, 9 Eur. Hipp. 616 ss. 10 Bachofen, Il potere femminile, cit. p. 9-10. 11 M. Bettini, Il ritratto dell’amante, Torino 1992, p. 145. 12 Ibid., p. 146.
Estratto dalla tesi: Il raptus della donna nell'antica Roma

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Il raptus della donna nell'antica Roma

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Informazioni tesi

  Autore: Sebastiana Nancy Grasso
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Messina
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Antonino Pinzone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 95

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