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Il gesto come espressione d'affetti. Studio e sviluppo del gesto e del movimento dal teatro barocco ad oggi.

Estratto della Tesi di Elena Ajani

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1. Il gesto nel teatro. Evoluzione storica dell'uso del gesto. Dance is the hidden language of the soul. M. GRAHAM_1894 – 1991 Le emozioni sono una malattia contagiosa. Proverbio cinese La comunicazione gestuale è strumento di comunicazione. Il gesto è il primo strumento del bambino 1 per farsi comprendere, è il mezzo a cui ci si affida per farsi intendere in un paese straniero se non si ha padronanza della lingua del luogo 2 , è il modo usato dall'attore per esprimere una situazione. Il gesto mette a fuoco il lavoro di immediatezza di diffusione e ricezione del messaggio: «c'è così poco tempo per cogliere l'unicità dell'istante» 3 , così nella vita quanto nel teatro 4 : «Tre secondi sono abbastanza per permetterci di capire quello che sta succedendo, ma non troppo da dover ricorrere alla memoria per non perdere le informazioni importanti. È la durata giusta». 5 «Si usa tutto ciò che si rammenta dal passato come parte del presente, dell'adesso» 6 : anche in questo caso riconosciamo decisivo un processo in divenire, cambiamento e mutamento, perché è il divenire che «consente di procedere. È eterno e non risiede in nessun luogo.» 7 . Va chiarito che in questo mio lavoro considero sinonimi danza, gestualità scenica, arte della pantomima 8 , della commedia dell'arte e movimento corporeo in quanto condividono l'oggetto (il 1 «[…] essendo che l'huomo nasce muto (Aristotele), e sordo e che prima ode, e poi parla, ma molto prima vede, e forma atti, e gesti; onde fu col nascimento dell'huomo da principio introdotto nel mondo, ne altro maestro hebbe, che la natura istessa […]». Da L'Arte de' Cenni. Giovanni Bonifacio. 1612. Vicenza. p.34. 2 Nella tradizione dei Comici dell'Arte e nella pratica delle Danze Pantomimiche (XVI secolo), la sperimentazione dell'uso del corpo era in grado di raggiungere espedienti visivi e uditivi utili a farsi capire anche da spettatori stranieri. Cfr. A. PONTREMOLI, Storia della danza. Dal Medioevo ai giorni nostri., Le lettere, Firenze, 2002, p. 82. «Cosicché, in tanta diversità linguistica di tutti i popoli e di tutte le genti, questo delle mani sembra a me veramente un linguaggio di carattere universale.». Da QUINTILIANO, Istitutio Oratoria, XI, 85-87, 90-96 d.C. 3 M. GRAHAM, Blood Memory, Doubleday, New York City, 1991. Traduzione di A. FEDEGARI, Memoria di sangue, Garzanti, Milano, 1992, p. 18. 4 «Siamo perciò attori nelle nostre vite e il teatro si trova nella vita.». Cfr. Introduzione, p. 6, nota 44. 5 Cfr. L. SPINNEY, Quanto dura il presente, in INTERNAZIONALE 1090, 20/26 febbraio 2015, pp. 60-62. 6 M. GRAHAM, Blood Memory, Doubleday, New York City, 1991. Traduzione di A. FEDEGARI, Memoria di sangue, Garzanti, Milano, 1992, p. 244. 7 M. GRAHAM, Blood Memory, Doubleday, New York City, 1991. Traduzione di A. FEDEGARI, Memoria di sangue, Garzanti, Milano, 1992, p. 101. 8 Nella pantomima troviamo le prime ricerche e sperimentazioni dell'arte teatrale del gesto. Affonda le sue radici nella tradizione nel teatro della commedia dell'arte, e nasce dalla necessità di farsi comprendere da un pubblico e quindi di sovrastare il chiasso che veniva prodotto dalle platee. Hanno composto un linguaggio del corpo che diventasse veicolo del racconto: sostituire e associare ad ogni parola un gesto comprensibile, disegnare oggetti e immagini nello spazio scenico, attraverso l'invenzione di virtuosismi simbolici. Retta da regole semplici che ammettono solo l'utilizzo del gesto per farsi comprendere, nel corso della tradizione si sono generate diverse categorie di Pantomima (si parla di Pantomima Bianca, Figurazione Mimata, Mimage) caratterizzate da piccole differenze, ma in generale la Pantomima è ottenibile attraverso poche e semplici regole: è traduzione semplice di parole in gesti attraverso l'uso delle mani, delle espressioni del volto, delle posizioni e dei movimenti del corpo. Va applicata un'economia nella scelta delle parole da mostrare, in quanto gesto e parola hanno tempi di esecuzione diversi. Richiede l'invenzione di gesti limite, che vadano oltre al quotidiano, ma comunque semplici e di immediata comprensione. Può venire utilizzato tutto il corpo per rappresentare 8
Estratto dalla tesi: Il gesto come espressione d'affetti. Studio e sviluppo del gesto e del movimento dal teatro barocco ad oggi.

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Il gesto come espressione d'affetti. Studio e sviluppo del gesto e del movimento dal teatro barocco ad oggi.

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Informazioni tesi

  Autore: Elena Ajani
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2013-14
  Università: Università IUAV di Venezia
  Facoltà: Design e Arti
  Corso: Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale
  Relatore: Luca Fontana
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 52

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Parole chiave

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