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Ipotesi d'intervento preventivo sul sovrappeso e l'obesità in una prospettiva psico-socio-biologica

Estratto della Tesi di Claudio Angelo Lombardo

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I ricercatori del New York University`s Department of Biology in collaborazione con lo Skirball Institute for Biomolecular Medicine della New York University School of Medicine e della University of Massachusetts Medical School in uno studio pubblicato su Current Biology esaminado la composizione genetica del moscerino della frutta (Drosophila) sono arrivati a considerare due geni (Clock e Cycle) entrambi presenti anche nei mammiferi che regolano il legame sonno-veglia -e hanno messo in luce la loro implicazione anche nell’ambito dell’alimentazione: se si mangia poco si ha meno sonno, mentre se si dorme poco si ha più fame (Keene, 2010). Inoltre, fattori disturbi dell’umore quali ansia generalizzata, panico, disturbo ossessivo-compulsivo, manifestazioni depressive, labilità emotiva, riduzione progressiva dell’autostima, chiusura relazionale, e riduzione delle prestazioni sociali appaiono frequentemente associati all’obesità (Wadden, Stunkard, 1985).Tutto questo può incidere non solo con la genesi dell’obesità ma anche sul suo perpetuarsi. FATTORI RELAZIONALI E FAMILIARI. L’obesità può nascere in seguito ad una relazione coniugale (Bartholomew, Horowitz, 1991) ma anche in seguito alla maturazione di uno specifico stile di attaccamento (Bruch, 1977). Il rapporto del bambino col cibo si costruisce primariamente in ambito familiare. La famiglia può influenzare atteggiamenti, credenze sull’alimentazione nonché sulla percezione del proprio aspetto esteriore. Secondo Garn, Stanley et al. nell’obesità familiare il disturbo trova le sue basi su una presunta vulnerabilità familiare all’obesità (Stanley, 1976). Essi rilevarono che se un fratello è in sovrappeso, la probabilità che anche il secondo lo sia è del 40%, mentre la probabilità sale all’80% per un soggetto con due fratelli in sovrappeso. Schwartz e collaboratori (Schwartz, Phares, Tantleff-Dunn,Thompson, 1999)sostennero che l’idea che una persona sviluppa su sé stessa, sul proprio corpo e sul proprio aspetto, risente particolarmente dei feed-back provenienti dall’ambiente familiare. In modo più specifico, i commenti negativi da parte dei genitori inerenti la dimensione e la condizione corporea dei figli, possono contribuire ad originare un’immagine di sé deteriorata e, dunque, all’insoddisfazione per essa. Questo risultava rilevante più per le donne che per gli uomini (Schwartz, Phares, Tantleff- Dunn,Thompson, 1999). 4) FATTORI GENETICI E BIOLOGICI. E’ ben noto, infatti, come l’obesità presenti una fortissima aggregazione familiare non spiegabile interamente con le abitudini alimentari e lo stile di vita dei singoli gruppi familiari (Ravussin, Lilliojoia,Knowle et. al., 1988). I geni giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’obesità. Nel 1994 l’identificazione del gene ob, per mezzo del positional cloning, e del suo prodotto proteico leptina, espresso nel tessuto adiposo (Zhang, Yiying, et al., 1994)ha costituito una rivoluzione dal momento che ha condotto a considerare il tessuto adiposo come un vero e proprio organo endocrino. Secondo stime recenti, infatti, il 70% delle variazioni osservate in fenotipi correlati con l’obesità è di tipo ereditario (Magni et al., 2003). A sostegno di ciò sono stati condotti numerosi studi che mettono in evidenza la familiarità dell’obesità. Nello studio di NHANES III, il più importante fattore predittivo per lo sviluppo dell’obesità infantile sembra essere la presenza di un’obesità materna (Strauss, 1999).Il peso della madre è infatti strettamente correlato al suo livello di controllo del peso corporeo e alla sua attenzione nei confronti del peso e della salute in generale dei suoi figli obesi e normopeso. Alcuni studi hanno confermato l’esistenza di una reciproca regolazione tra due ormoni: l’mRNA codificante per il recettore della leptina è stato identificato a livello dei neuroni NPY-secernenti del nucleo arcuato (ARC) (Mercer, Hoggard et al., 1996)dove la leptina provoca una diminuzione della sintesi dell’RNAmessaggero dell’NPY(neuropeptide Y), insieme ad una diminuzione della sua secrezione. 9
Estratto dalla tesi: Ipotesi d'intervento preventivo sul sovrappeso e l'obesità in una prospettiva psico-socio-biologica

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Ipotesi d'intervento preventivo sul sovrappeso e l'obesità in una prospettiva psico-socio-biologica

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Informazioni tesi

  Autore: Claudio Angelo Lombardo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze psicologiche
  Relatore: Elsa Addessi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 61

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obesità, sovrappeso, dimagrimento

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