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Europa e Mediterraneo. Dal Trattato di Roma al Partenariato per la Democrazia e la Prosperità Condivisa con il Mediterraneo meridionale. I casi dell’Autorità Palestinese e dello Stato d’Israele

Estratto della Tesi di Martina Piersantelli

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10 fosse “relegata” ad un ambito prettamente economico. Obiettivi primari della politica della CEE furono intensificare le tradizionali correnti di scambio commerciale e contribuire allo sviluppo economico-sociale dei Paesi in questione 10 . Il bisogno di dare una dimensione mediterranea a tali trattati nacque soprattutto a seguito dello scoppio della crisi di Suez. Nel momento in cui gli interessi europei furono palesemente messi a rischio gli USA decisero di allinearsi, in sede ONU, con l’Unione Sovietica votando la risoluzione che condannò l’intervento di Francia, Gran Bretagna ed Israele 11 . Ci si rese dunque conto di quanto fosse necessario trovare nuovi strumenti che permettessero all’Europa di rimanere attore internazionale nelle zone in questione 12 . Gli accordi stipulati nel periodo in analisi, definiti come “accordi di prima generazione”, rispecchiano pienamente quanto detto. Bisogna altresì sottolineare quanto l’autonomia di azione della CEE fosse fortemente influenzata dalla politica occidentale, e basata sulle linee guida dettate dalla NATO. Gli accordi stipulati con Paesi già facenti parte dell’Alleanza, ebbero lo scopo di consolidare il vincolo esistente e di assecondare la politica statunitense nella zona mediorientale. Non dobbiamo infatti dimenticare che, all’indomani della formulazione della dottrina Truman 13 l’URSS concluse un’alleanza ambigua con i nascenti movimenti radicali arabi. “The rise of radical nationalist movements […]sounded like the prelude to revolution and the establishment of communist regimes in the region. U.S. administrations in fact tended to identify Arab nationalism with communism 14 ”. I Sei seguirà principalmente tre linee guida esemplificabili nella formula oil, containment and Israel. Negli anni ’70, con l’indebolimento dell’attore sovietico, la tensione subirà un allentamento e Mosca verrà progressivamente allontanata dai Paesi arabi che, invece, inizieranno a volgere il proprio sguardo verso gli USA soprattutto a causa della disfatta di Siria Egitto e Giordania, armate dall’URSS, nella Guerra dei Sei Giorni che dimostrò quanto l’Unione Sovietica fosse militarmente inferiore agli Stati Uniti. 10 F. Martines, La politica di cooperazione allo sviluppo della CEE, in Rivista Italiana di Diritto Pubblico Comunitario, 1991, pp.403 e ss. 11 Ris. 119/56. 12 Tale discorso è valido soprattutto per Parigi che ritiene necessaria l’associazione per frenare le spinte indipendentiste delle sue colonie. 13 Per Dottrina Truman si intende la strategia di politica estera formulata dall'allora presidente degli Stati Uniti d'America Harry S. Truman il 12 marzo 1947, in un discorso tenuto alle camere in seduta comune, prendendo spunto dai casi di Grecia e Turchia, che avevano lasciato intravedere la possibilità di una resa di fronte all'espansionismo sovietico. Nello specifico la dottrina si proponeva di contrastare le mire espansioniste dell'avversario comunista nel mondo. 14 F. Bicchi, The European foreign policy toward the Mediterranean pg. 46.
Estratto dalla tesi: Europa e Mediterraneo. Dal Trattato di Roma al Partenariato per la Democrazia e la Prosperità Condivisa con il Mediterraneo meridionale. I casi dell’Autorità Palestinese e dello Stato d’Israele

Informazioni tesi

  Autore: Martina Piersantelli
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia contemporanea
  Relatore: Gaetano Sabatini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 271

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