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Il raffrescamento passivo degli edifici storici. Sinergia tra massa termica e ventilazione naturale

Estratto della Tesi di Noemi Salerno

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12 2.1. Storia e trattati di architettura bioclimatica I trattati utili a ricostruire la storia dell’architettura bioclimatica risalgono alla cultura naturalistica sviluppatasi in età alessandrina e romana. Era questa un’epoca che vedeva nelle accurate scelte urbanistiche e agrarie uno strumento di propaganda politica, affrontando il tema dell’acqua e del sito urbano dopo un’attenta analisi delle caratteristiche climatiche locali. Già nel VII-VI sec. a. C., con la nascita del tracciato ortogonale ippodamico, nei riti di fondazione delle città greche si vagliava la questione dell’orientamento in funzione del sole e dei venti e, in generale, della salubrità. Dopo aver osservato nei “Memorabili di Socrate” che “[…] il sole in inverno, fa scivolare i suoi raggi sotto i portici e in estate questi portici danno l’ombra. Occorre dunque costruire case alte a Mezzogiorno e basse a Nord” 24 , Senofonte afferma, in merito alla casa rurale: […] le sale asciutte «invitavano a mettervi» i granai, le sale fresche il vino, le sale illuminate i ricami e il vasellame che hanno appunto bisogno di luce. Poi le ho fatto visitare le parti in cui si fa conversazione […] fresche in estate e calde in inverno. Le ho fatto vedere anche che tutta la casa è esposta a mezzogiorno: così è evidente che d’inverno essa approfitta del sole e d’estate dell’ombra 25 . Nei dieci libri del De Atchitectura di Vitruvio (I sec. a. C), si concretizzano i principi della disciplina bioclimatica. Vitruvio invoca una formazione scientifica dell’architetto, tanto in “fisiologia” o fisica generale quanto in medicina, affinché sia in grado di assicurare il benessere del fruitore attraverso appropriate scelte sulle collocazioni. Egli scrive: Ho affrontato come primo e fondamentale argomento quello riguardante la costruzione delle mura di una città, e la scelta del luogo in base alla salubrità. Ho poi mostrato ricorrendo al disegno geometrico il sistema dei venti e le zone da cui essi provengono, spiegando come debba essere orientato il reticolo delle vie e delle piazze […] 26 . Per le abitazioni dirà poi: Non avremo un luogo salubre nemmeno quando le mura guarderanno il mare a mezzogiorno o a ponente perché, d’estate, le zone esposte a sud si riscaldano molto al mattino fino a divenire ardenti verso mezzogiorno; mentre le zone esposte ad occidente intiepidiscono al mattino, sono calde a mezzogiorno, roventi la sera 27 . Vitruvio sancisce, inoltre, le regole per la pianificazione urbana indicando la posizione del sole e la direzione dei venti come “coordinate principali” per il disegno del castrum romano (Fig. 48). Queste indicazioni si manifestano ancora in alcune città di impianto romano come i nuclei originari di Firenze, Lucca, Pisa, Bologna, Fano, ma anche in alcuni centri algerini e polacchi. La trama del tessuto di Perugia, ad esempio, è plasmata sull’isorientamento solare costruito verso l’interno della corte. L’architettura romana, in generale, sviluppa i temi bioclimatici come risposta ad esigenze pratiche: i portici nelle città ad elevata piovosità o nelle corti delle ville mediterranee, le terme urbane e domestiche, l’uso di acque calde naturali in molte abitazioni. Columella, storico romano esperto di scienze agrarie, eredita la lezione vitruviana legando la bioclimatica alla costruzione degli edifici: La villa padronale […] sia distinta in appartamento invernale ed estivo in questo modo: le camere da letto per l’inverno guardino verso il punto in cui sorge il sole in questa stagione, le stanze da pranzo verso il punto in cui tramonta l’equinozio. Al contrario per l’estate: le camere da letto guardino il punto in cui si trova il sole a mezzogiorno negli equinozi, e le stanze da pranzo l’orientale invernale. I 24 III, 8, 8-9. 25 Senofonte, Economico, IX, 2-4. 26 Vitruvio, De Architetcura, tr. it di Migotto I., Studio Tesi, Pordenone, 1992, III, I, 4. 27 Vitruvio, ed. cit., I, III-VII.
Estratto dalla tesi: Il raffrescamento passivo degli edifici storici. Sinergia tra massa termica e ventilazione naturale

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Il raffrescamento passivo degli edifici storici. Sinergia tra massa termica e ventilazione naturale

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Informazioni tesi

  Autore: Noemi Salerno
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Francesco Nocera
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 129

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Parole chiave

raffrescamento passivo
simulazione dinamica
free cooling
designbuilder
involucro massivo
time lag sfasamento
inerzia termica
decrement factor attenuazione
pmv ppd
valutazione ambiente termico

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