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Distribuzione e comunicazione selettiva del Fashion Make-up: Il Caso L’Oréal

Estratto della Tesi di Nazzara Loreti

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17 Il Caso l’Oréal Anni 2000: Era della chirurgia estetica La chirurgia estetica prese sempre più piede in questi anni: labbra gonfiate, seni che raddoppiano la taglia, visi tirati e tratti distesi che omologano la bellezza femminile. È l’era dell’esasperazione della chirurgia estetica. Anche la storia della chirurgia estetica è molto antica. I primi interventi di chirurgia plastica ed estetica sembrano risalire addirittura agli antichi egizi: nel papiro di Edwin Smith, datato al 1700 a. C. ma probabilmente copia di un testo del 3000 a. C., venivano descritti con precisione un peeling chimico per eliminare le rughe o la ricostruzione di un volto per un trauma facciale. Altrettanto ricchi di particolari erano i testi sanscriti dell’antica India, dove particolarmente diffusi erano gli interventi di rinoplastica e otoplastica per ovviare alle mutilazioni di naso e orecchie previste dalla legge per punire gli adulteri e i prigionieri di guerra. Gli impianti moderni a base di silicone, iniziarono nel 1963 ma già nel 1800 venivano effettuati i primi interventi di rinoplastica. Fu il chirurgo bolognese Gaspare Tagliacozzo ad effettuare per primo la rinoplastica, con criteri fondati su precise nozioni anatomiche. Il 1818 segnerà la nascita ufficiale della chirurgia plastica, attribuita al medico tedesco Carl Von Graefe: in quell’anno il chirurgo pubblicò Rhinoplastik, un volume in cui spiega 55 operazioni di rinoplastica, ma anche interventi di blefaroplastica (plastica della palpebra) e di palatoplastica. Di lì a poco iniziò ad essere introdotta la pratica dell’anestesia nel corso delle operazioni. Fu la volta delle prime protesi: in ordine cronologico, quelle d’avorio, poi di vetro, e infine di materiali spugnosi, come l’Ivalon, fino ad arrivare alle attuali protesi di silicone. La liposuzione è invece più recente: la tecnica di aspirare il grasso con una cannula, fu inventata da Arpad Fishere, modificata nel 1987 dal dermatologo Jeffrey Klein con una nuova tecnica che consentiva di asportare un volume maggiore di grasso, ma con meno perdita di sangue. A partire dai primi anni ’90 iniziò ad essere studiato il botulino per l’utilizzo in chirurgia estetica, iniettata nei muscoli mimici del viso; questa sostanza provoca una riduzione dell’attività contrattile attenuando così le rughe d’espressione. Lifting al viso, iniezioni di botulino e due protesi di silicone sono le basi dell’attuale bellezza: artificiale e omologata.
Estratto dalla tesi: Distribuzione e comunicazione selettiva del Fashion Make-up: Il Caso L’Oréal

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Distribuzione e comunicazione selettiva del Fashion Make-up: Il Caso L’Oréal

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Informazioni tesi

  Autore: Nazzara Loreti
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia della Moda e del Costume
  Relatore: Malgorzata Biniecka
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 166

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