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Tra speranza e realtà. Il futuro dei minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo

Estratto della Tesi di Enza Maugeri

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14 1.5 La protezione sussidiaria: riconoscimento, esclusione e cessazione Il diritto comunitario prevede una forma di protezione complementare e subordinata alla protezione internazionale, ulteriore rispetto allo status di rifugiato. L’analisi dei presupposti per il riconoscimento della protezione sussidiaria deve avvenire sempre dopo aver valutato la sussistenza dei requisiti per il riconoscimento dello status di rifugiato. Secondo l’art.2 del D.lgs.251/07 può godere di tale protezione colui che non possiede i requisiti per essere riconosciuto come rifugiato ma nei cui confronti sussistono fondati motivi per ritenere il ritorno nel Paese di origine o, se apolide, nel Paese in cui dimora abitualmente un rischio effettivo di subire un grave danno. Nella protezione sussidiaria non si tiene conto del timore, bensì la disposizione cita esclusivamente la sussistenza di un rischio effettivo. Inoltre il riconoscimento di tale protezione sussiste indipendentemente dalle ragioni di tipo particolare per cui esiste il rischio effettivo, al contrario del riconoscimento della protezione internazionale per il quale è necessario la presenza di uno dei motivi previsti dall’art.8 del D.Lgs.251/07. L’art.14 del D.Lgs.251/07 indica le specifiche ipotesi di danno grave al fine del riconoscimento della protezione sussidiaria. Tale disposizione considera danni gravi: la condanna a morte o all’esecuzione della pena di morte; la tortura o ogni atto inumano e degradante ai danni del richiedente nel suo Paese di origine; la minaccia grave e individuale alla vita o alla persona da parte di un civile derivante dalla violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno o internazionale. La definizione di beneficiario della protezione sussidiaria è soggetta alle stesse regole applicabili allo status di rifugiato per quanto attiene alla valutazione dei fatti e delle circostanze rilevanti da parte delle Commissioni territoriali (art.3, D.Lgs.251/07), all’eventuale bisogno di protezione sorto “sur place” (art.4), all’individuazione dei responsabili delle azioni dannose (art.5) e viceversa dei soggetti che potrebbero offrire protezione nel Paese di provenienza (art.6) 13 . 13 SPRAR Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, La tutela dei richiedenti asilo. Manuale giuridico per l'operatore, 2012.
Estratto dalla tesi: Tra speranza e realtà. Il futuro dei minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo

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Tra speranza e realtà. Il futuro dei minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo

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Informazioni tesi

  Autore: Enza Maugeri
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze del servizio sociale
  Relatore: Gina Occhipinti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 100

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