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L'Evoluzione del Consumatore nell'Era di Internet

Estratto della Tesi di Lorenzo Saviola

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13 routinari, molto lontani dal comportamento razionale. Ed è proprio partendo da questo atteggiamento sub-ottimale e routinario che, secondo questo approccio, si genera il margine di cambiamento e innovazione economica. Come sostiene anche Viale, non sempre i comportamenti non ottimali portano a conseguenze negative, alcune volte anzi possono introdurre nuove soluzioni che si diffondono velocemente attraverso processi di apprendimento e imitazione 21 . 1.2.4. La svolta empirica: la rappresentazione mentale delle situazioni Solo nell’ultimo mezzo secolo, grazie ad autori come Simon, Tversky, Kahneman, il pensiero psicologico è riuscito a ritagliarsi uno spazio 22 all’interno delle teorie economiche 23 . Si comincia a verificare, fornendo evidenza sperimentale, che gli individui non sempre agiscono in condizioni di razionalità illimitata, proprio perché le capacità mentali e il tempo a disposizione non sono risorse infinite. Le persone prendono decisioni mediante euristiche, eliminando variabili considerate non rilevanti e scegliendo in modo intuitivo. Molti studi hanno iniziato a evidenziare inoltre una scarsità di coerenza in alcune situazioni. In particolare ad essere spesso violato era il principio di invarianza procedurale: tale principio, riconosciuto come razionale sia dal punto di vista economico che dall’unanimità delle persone, afferma che le scelte decisionali di un individuo siano sempre coerenti con le proprie preferenze 24 . Ciononostante, 21 Viale R. (a cura di), (2005), Le nuove economie. Dall’economia evolutiva a quella cognitiva: oltre i fallimenti dell’economia neoclassica, Il Sole 24 ore libri, Milano, p. 3. 22 Bonini N. (2001), “Preferenze incoerenti e psicologia della decisione”, in Sistemi Intelligenti, Vol. 13, N. 3, p. 391. 23 Il contributo della psicologia all’economia è iniziato a partire solo da una data relativamente recente, e la causa di ciò affonda le sue radici nella filosofia. Fin dai tempi antichi, nella tradizione filosofica è sempre prevalsa la visione razionale su quella dell’istinto e delle emozioni: già Platone considerava la ragione come guida fondamentale dell’uomo: l’auriga platonico, rappresentazione della razionalità, aveva il compito di governare saldamente i cavalli, che incarnavano i sentimenti e le emozioni. La ragione poi, veniva considerata da Cartesio come “universale” perché presente in tutti gli uomini che, però, la utilizzavano in maniera diversa (e da ciò derivavano le differenze tra le persone). Queste teorie filosofiche di illimitatezza della ragione hanno sempre emarginato la parte istintiva della mente umana, non lasciando spazio all’analisi empirica degli aspetti non intenzionali e subconsci delle decisioni. Rielaborato da Viale R. (2005), “Quale mente per l’economia cognitiva”, in Viale R. (a cura di), Le nuove economie. Dall’economia evolutiva a quella cognitiva: oltre i fallimenti dell’economia neoclassica, Il Sole 24 ore libri, Milano, pp. 236-237. 24 Ad esempio, se un soggetto preferisce una situazione A rispetto a B, dovrebbe, in ogni contesto, assegnare maggior valore o scegliere A, indipendentemente dalla circostanza o dal modo in cui le
Estratto dalla tesi: L'Evoluzione del Consumatore nell'Era di Internet

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L'Evoluzione del Consumatore nell'Era di Internet

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Informazioni tesi

  Autore: Lorenzo Saviola
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Economia
  Corso: Gestione Aziendale
  Relatore: Mariangela Franch
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 75

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