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Un’indagine di geografia politica urbana: Bilbao ed il Guggenheim

Estratto della Tesi di Angelo Laudiero

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visibili: la classe più colpita, quella operaia, viveva anni di povertà, disoccupazione e disagio sociale che si tramutava in un generale clima di protesta e di instabilità con conseguenze spesso negative e violente. Solo negli anni Ottanta il modello keynesiano verrà lentamente sostituito da un modello neoliberista che faceva capo al presidente americano Reagan e al Primo Ministro Britannico Margaret Thatcher, promotori di un modello che prevedeva la liberazione dell'economia dallo Stato, la privatizzazione dei servizi pubblici, la liberalizzazione di ogni settore non strategico e la fine di ogni chiusura doganale. La conseguenza più immediata fu la delocalizzazione e il trasferimento della produzione industriale nelle aree del mondo con costi più bassi della manodopera e delle materie prime. Nel momento in cui la crisi sembrava aver raggiunto il suo apice, si iniziarono a notare segnali dell’avvento di un modello alternativo di sviluppo e di organizzazione economica. Vari studiosi hanno tentato di definire questo nuovo modello con nomi diversi, anche se le accezioni più utilizzate sono quella di “economia della conoscenza” e di “post-fordismo” 4 . Questa nuova economia viene caratterizzata da processi di produzione deroutinizzati e pratiche di lavoro relativamente flessibili che iniziarono ad emergere con prepotenza a partire dai primi anni Ottanta, anche se illustri antenati possono essere ritrovati nella Hollywood del Secondo dopoguerra o nella Silicon Valley degli anni Cinquanta 5 . Naturalmente a questo cambiamento nella produzione e nelle imprese impiegate nel nuovo apparato della produzione di massa corrisponde un cambio occupazionale non indifferente. Infatti, questo fenomeno è stato accompagnato dalla formazione di uno strato di lavoratori specializzati e semi-specializzati ad alto reddito, impegnati in vari campi: dalla ricerca scientifica e tecnologica all’amministrazione e all’intermediazione, dalla gestione di progetti, consulenze e 4 Edward Soja approfondisce il significato del termine “post-fordismo”, insistendo sul fatto che esso “implica lo sviluppo di una configurazione alternativa emergente di pratiche economiche propulsive, diverse ma non completamente prive di legami con il fordismo. (…) Come gli altri “post”, il postfordismo non rappresenta né una rottura netta né l’opposto binario del suo referente centrale, ma piuttosto un movimento che va al di là del regime di accumulazione stabilito e delle modalità di controllo fino a raggiungere un ordine economico sensibilmente diverso. In altre parole, abbiamo una decostruzione (non una distruzione né un cancellazione) e una ricostruzione (ancora parziale, in fieri, che comprende alcune componenti del vecchio ordine), di economie politiche fordiste e keynesiane”. Harvey, invece, parla del passaggio dal fordismo all’accumulazione flessibile, caratterizzata da una flessibilità dei processi produttivi, dei mercati del lavoro, dei prodotti e dei modelli di consumo. E’ caratterizzata dall’emergere di settori di produzioni completamente nuovi: nuovi modi di fornire servizi finanziari, nuovi mercati e soprattutto, tassi molto più elevati di innovazione commerciale, tecnologica e organizzativa. Cfr. Harvey D., La Crisi delle Modernità, Il Saggiatore, Milano, 1993, p.186. Cfr. anche Soja E. W., Dopo la Metropoli. Per una Critica della Geografia Urbana Regionale, Pàtron Editore, Bologna, 2007, p. 198-199. 5 I settori chiave della nuova economia della cultura e della conoscenza includono la manifattura ad elevata intensità tecnologica, i servizi di ogni tipo (affari e finanza, servizi alla persona), l’industria dei prodotti culturali (media, film, musica e turismo), le produzioni legate alla moda, al design e quelle neoartigianali, come l’abbigliamento, l’arredamento, i gioielli (…). Malgrado l’evidente eterogeneità, questi settori sono stati tutti penetrati dalle tecnologie digitali che hanno via via facilitato una significativa deroutinizzazione dei processi lavorativi e una destandardizzazione dei prodotti. Cfr. Scott A. J., op. cit., p. 37.
Estratto dalla tesi: Un’indagine di geografia politica urbana: Bilbao ed il Guggenheim

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Un’indagine di geografia politica urbana: Bilbao ed il Guggenheim

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Informazioni tesi

  Autore: Angelo Laudiero
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Napoli "L'Orientale"
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Rosario Sommella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 253

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