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Storia, gestazione e nascita del DSM 5 a trent'anni dal DSM-IV

Estratto della Tesi di Valentina Guidani

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verso i propositi di ateoreticità. Assistiamo ad un notevole incremento delle categorie diagnostiche, da 182 della seconda edizione, a 265 della terza, incremento dovuto alle conoscenze significativamente aumentate in ambito psichiatrico, come pure all'esigenza di una sempre maggiore specificità diagnostica da parte degli autori 10 . Per ogni disturbo furono formulati criteri più specifici a livello di inclusione ed esclusione. Essi comprendevano i criteri di base per la diagnosi differenziale e la durata minima dei sintomi e dei segni per poter effettuare una diagnosi. Alcuni esempi sulle modificazioni più salienti possiamo ritrovarle nella scomposizione della singola categoria “disturbi della nutrizione” in quattro specifici disturbi dell'alimentazione; la categoria “nevrosi fobica” fu divisa in cinque classi di disturbi fobici; la “nevrosi depressiva” fu sostituita da quattro sottogruppi della Depressione Maggiore. Vi fu l'introduzione del disturbo post-traumatico da stress, e la controversa posizione dell'omosessualità all'interno del manuale fu risolta con la sua definitiva rimozione. L'innovazione più rilevante nel DSM-III è, tuttavia, l'introduzione del sistema multiassiale, ovvero la distinzione dei disturbi lungo cinque assi principali. Per la prima volta viene riconosciuta al DSM una validità diagnostica relativamente buona. Le edizioni successive del Manuale mostrano caratteristiche strettamente in linea con l'impostazione della terza edizione. Nonostante ciò si riscontrano alcune modifiche sostanziali. Possiamo, innanzitutto, notare un aumento di categorie diagnostiche: da 265 del DSM-III a 292 del DSM-III-R (1987), a 297 nel DSM-IV (1994). 10 Nel 1972 Feighner e i suoi collaboratori della Washington University di Saint Louis, proposero alcune regole per la standardizzazione delle diagnosi psichiatriche, conosciute come criteri di Feighner o criteri di Saint Louis, e pensati ai fini della ricerca. Essi comprendevano 15 categorie diagnostiche con una sufficiente validità in termini di descrizione clinica, consistenza nel tempo ed incidenza familiare. Dato che le categorie diagnostiche dovevano essere il più chiaro possibile, molti pazienti rientravano, con tali criteri, nella categoria "altri disturbi". Nonostante questo limite, i criteri di Feighner ebbero una buona accoglienza e furono utilizzati largamente nella ricerca. 12
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Storia, gestazione e nascita del DSM 5 a trent'anni dal DSM-IV

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Informazioni tesi

  Autore: Valentina Guidani
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università Telematica Guglielmo Marconi
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Marco Bernardini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 114

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Parole chiave

malattia mentale
dsm-iv
disturbi mentali
dsm 5
diagnosi clinica
classificazione nosografica
manuale diagnostico

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