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La riforma delle banche popolari: analisi degli impatti

Estratto della Tesi di Mauro Varchetta

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13 impostazione di questo tipo avrebbe allontanato dalla banca un numero elevato di possibili investitori che sarebbero stati spaventati dalla possibilità di pagare di tasca propria per fronteggiare le necessità di soci meno agiati ove l’impresa fosse fallita, e che, quindi, avrebbero rischiato di esporsi economicamente senza trarre alcun tipo di vantaggio. È stato introdotto quindi da subito in Italia il principio della responsabilità limitata 7 . In accordo all’impostazione che Luzzati ha voluto dare al sistema delle banche popolari in Italia sono state sostituite, inoltre, le azioni di grosso taglio con un numero maggiore di azioni di piccolo taglio al fine di diversificare la platea di investitori e, di conseguenza, di ridurre l’impatto di un eventuale fallimento sulla comunità. Si è avvertita dunque la necessità di andare oltre quanto sperimentato in passato dall’esperienza dei Monti di Pietà o delle Casse di Risparmio dove l’erogazione finanziaria avveniva in cambio di un pegno o a fronte di un’ipoteca: si è voluto rendere il credito accessibile a coloro che sono considerati “meritevoli” sotto aspetti non più strettamente legati alla capacità finanziaria, ma relativamente alla capacità di poter usare quel finanziamento per avviare un’attività, comprare un terreno o dei macchinari affinché il debitore possa crearsi da solo la possibilità di ripagare il finanziamento, in primis, e di condurre una vita più agiata successivamente 8 . Si è andato in questo modo a legare al finanziamento il soddisfacimento di un bisogno non più di breve periodo, come è accaduto per i finanziamenti concessi dalle banche tradizionali, bensì di lungo periodo in quanto esso ha rappresentato l’opportunità per i cittadini meno agiati di uscire dalla loro condizione di povertà e, al contempo, di non sentire più la necessità di ottenere finanziamenti da parte delle banche in futuro. Il punto che probabilmente ha fatto più discutere nel corso degli ultimi anni è stato relativo alla legislazione in materia di cooperazione economica. La difficoltà, intrinseca a questa fattispecie, è stata nel fatto che tale materia presentandosi in modi e forme diverse a seconda del territorio di riferimento non si sia prestata ad una trattazione unitaria. È stato opportuno quindi di volta in volta scendere nello specifico della realtà che si è presa in considerazione e si è studiata la natura dell’attività specifica. Il nodo cruciale che ha reso la materia spesso controversa è 7 Romano G. [2013]. 8 Deandrea C. e Studio legale Tidona ed Associati [2004].
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La riforma delle banche popolari: analisi degli impatti

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Informazioni tesi

  Autore: Mauro Varchetta
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Economia
  Corso: Finanza
  Relatore: Franco Tutino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 135

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