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L’efficacia della terapia a pressione negativa nei pazienti con ferite difficili: revisione della letteratura

Estratto della Tesi di Giulia Corso

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14 Il processo infiammatorio è parte integrante della guarigione delle ferite acute e l’alterazione di tale processo è una delle cause primarie di cronicizzazione della ferita. Condizioni di immunodeficienza, uso di farmaci immunosoppressori (corticosteroidi o metotressato) o la presenza di malattie come il diabete mellito, sono tutte circostanze che possono influire negativamente sulla guarigione e aumentare il rischio di sepsi della ferita (Burns e Pieper 2000). Anche fattori psicologici possono influenzare la guarigione. Uno studio di Cole King et al. del 2001 ha dimostrato che ansia e depressione possono essere associate ad un ritardo di guarigione nelle ulcere degli arti inferiori. In questo studio è emerso che su 16 pazienti con diagnosi di ansia, 15 hanno avuto una guarigione ritardata, una guarigione lenta è stata riscontrata anche in tutti e 13 i pazienti colpiti da depressione. Fattori relativi alla ferita che possono influenzare la guarigione sono: le dimensioni (superficie e profondità della ferita), condizioni del letto della ferita, presenza di infezione/infiammazione e ischemia (www.ewma.org). Studiando le ulcere venose degli arti inferiori, Margolis et al. nel 1999 hanno rilevato l’importanza della superficie e della profondità nel determinare l’esito di guarigione. Studiando pazienti con ulcere del piede diabetico, hanno concluso che le dimensioni dell'ulcera maggiori di 2 cm 2 , la durata maggiore di 2 mesi e la profondità (penetrazione fino a strutture esposte, tendini, legamenti, ossa) erano i tre più importanti fattori predittivi dell’esito. I pazienti che presentavano tutti e tre i fattori avevano solo il 22% di probabilità di guarigione a 20 settimane. Per la natura fisiologica del processo di guarigione è inevitabile che le ferite più estese necessitino di più tempo per guarire. Più a lungo rimane aperta la ferita maggiore è il rischio di complicanze, come l’infezione (Gurtner et al. 2008). Altro fattore relativo alla ferita è la condizione del letto della ferita, dove, la presenza di tessuto necrotico rappresenta un ostacolo nella valutazione della lesione, oltre ad essere un fattore predittivo di guarigione ritardata e possibile focolaio di infezione (www.ewma.org). La presenza di batteri nel tessuto della ferita stimola l’infiammazione cronica, l‘aumento di citochine proinfiammatorie e di enzimi proteolitici. L’eccessiva attività di questi enzimi provoca la distruzione della matrice extracellulare e l’inattivazione dei fattori d crescita. Terzo fattore che può influire sulla guarigione delle lesioni è l’abilità dell’operatore sanitario e la sua capacità di giudicare la complessità della ferita (www.ewma.org).
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L’efficacia della terapia a pressione negativa nei pazienti con ferite difficili: revisione della letteratura

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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Corso
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Udine
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Infermieristica
  Relatore: Alvisa Palese
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 64

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