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Infotainment made in USA: David Letterman, Jon Stewart e la politica americana

Estratto della Tesi di Mattia D'ottavio

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9 la stessa indipendenza delle tredici colonie che formarono il nucleo storico degli Stati Uniti non sarebbe stata possibile senza l’esistenza della stampa. La questione della libertà di espressione si pose già nel 1733, molti anni prima dell’indipendenza (1776), quando il «New York Weekly Journal» di John Zenger cominciò a pubblicare. Zenger fu arrestato per le sue critiche contro il governatore inglese e nel 1735 si tenne il processo al termine del quale Zenger fu assolto. Dopo la sentenza a favore di Zenger, le colonie godettero di un’ampia libertà di espressione, il che permise alle élite locali di sfruttare i materiali prodotti dall’opposizione inglese, in particolare le Cato’s Letters di John Trenchard e Thomas Gordon, e di discutere approfonditamente dei tentativi di riorganizzare dell’impero, della tassazione e della rappresentanza delle colonie. Giornali come la «Pennsylvania Gazette» o il «Poor Richard’s Almanack» di Benjamin Franklin, l’«Indipendent Advertiser» di Samuel Adams o il «New York Journal» di John Holt furono il veicolo del contatto fra élite nelle varie colonie e il luogo in cui si formò un’opinione pubblica propriamente “americana” 10 . Furono pamphlet come Common Sense di Tom Paine a convincere contadini, artigiani e operai dell’idea dell’indipendenza. Anche dopo il 1776, i fogli settimanali o bisettimanali, riempiti di notizie dalla natura più varia ma sempre fortemente politicizzati, furono, insieme ai town meeting, il luogo dove prendeva forma la materia pubblica del nuovo stato. I Federalist Paper, scritti da Hamilton, Madison e Jay per sostenere la ratifica della Costituzione, per la prima volta apparvero sul «New York Indipendent Journal» e solo in un secondo momento furono raccolti in volume. All’interno dell’amministrazione di Washington, le fazioni guidate da Alexander Hamilton e da Thomas Jefferson duellavano attraverso i giornali: la «Gazette of the United States», e la «National Gazette» di Philip Freneau. Gli scontri non erano solo verbali: dopo un attacco contro George Washington del «Pennsylvania General Advertiser», meglio conosciuto come «Aurora», gli uffici di quest’ultimo furono saccheggiati dai federalisti e il direttore Benjamin Bache, nipote di Benjamin Franklin, venne fisicamente aggredito. La “prova del nove” per la libertà di stampa arrivò in questa atmosfera carica di tensione, nel 1978, quando l’amministrazione Adams varò l’Alien and Sedition Act, che rimase in vigore meno di 10 Cfr. F.Tonello, Il Giornalismo Americano, Roma, Carocci, 2005, pag. 10
Estratto dalla tesi: Infotainment made in USA: David Letterman, Jon Stewart e la politica americana

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Infotainment made in USA: David Letterman, Jon Stewart e la politica americana

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Informazioni tesi

  Autore: Mattia D'ottavio
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Scienze Umanistiche
  Corso: Giornalismo e cultura editoriale
  Relatore: Paolo  Ferrandi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 96

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