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Jobs Act: profili normativi e previdenziali

Estratto della Tesi di Agata Bisazza

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18 Per i lavoratori a tempo parziale, infatti, il minimale è stabilito con riferimento alla retribuzione oraria, anziché – come avviene per i lavoratori a tempo pieno – con riferimento alla retribuzione giornaliera 41 . La retribuzione oraria da mettere a confronto col minimale orario si ottiene, invece, dividendo la retribuzione del periodo di paga per il numero di ore retribuite comprese nel periodo stesso 42 . Infine, per quanto riguarda l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, la retribuzione imponibile è costituita dalla retribuzione tabellare prevista dalla contrattazione collettiva per il corrispondente rapporto di lavoro a tempo pieno. La retribuzione tabellare è determinata su base oraria in relazione alla durata normale annua della prestazione di lavoro espressa in ore 43 . 41 econdo l’art. 9, comma 1, D.Lgs. n. 61/2000 e la circolare INP n. 20/2014, infatti, il minimale orario si determina rapportando alle giornate di lavoro settimanale ad orario normale il minimale giornaliero previsto per i lavoratori a tempo pieno e dividendo l'importo così ottenuto per il numero delle ore di orario normale settimanale previsto dal c.c.n.l. di categoria per i lavoratori a tempo pieno. Pertanto il calcolo dell'ammontare del minimale di retribuzione oraria da assoggettare a contribuzione previdenziale per i lavoratori a tempo parziale si articola nelle seguenti operazioni: a) si moltiplica il minimale giornaliero per il numero di giornate di lavoro settimanale ad orario normale. Detto numero, tenuto conto anche delle disposizioni e dei criteri stabiliti in materia di osservanza dei minimali giornalieri, è in generale pari a 6, anche nei casi in cui l'orario di lavoro sia distribuito in 5 giorni settimanali; b) si divide il prodotto per il numero delle ore di orario normale settimanale previsto dal c.c.n.l. di categoria per i lavoratori a tempo pieno (o in assenza, dalla contrattazione territoriale, aziendale o individuale). A tale minimale dovrà essere poi ragguagliata la retribuzione da sottoporre a contribuzione previdenziale, se inferiore. 42 Ovviamente, se la retribuzione oraria effettiva, risultasse superiore al minimale, la contribuzione dovrà essere commisurata sulla base di quest'ultima. Tuttavia, secondo quanto precisato dall’INP nel messaggio n. 5143/2005, poiché nel procedimento di calcolo esposto non è previsto un numero minimo di ore di lavoro sul quale la contribuzione dovrebbe essere versata, nel caso in cui l'orario di lavoro definito tra le parti nel contratto individuale sia inferiore (su base settimanale, mensile, annuale) a quello definito dal c.c.n.l. di riferimento, i contributi previdenziali ed assistenziali dovranno essere calcolati tenendo conto dell'orario pattuito tra le parti nel contratto di lavoro a tempo parziale, anche se inferiore a quello minimo definito dal c.c.n.l. di riferimento. 43 Cfr. art. 9, comma 3, D.Lgs. n. 61/2000. In particolare, la retribuzione oraria tabellare si ottiene dividendo l'importo della retribuzione annua tabellare prevista dalla contrattazione
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Jobs Act: profili normativi e previdenziali

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Informazioni tesi

  Autore: Agata Bisazza
  Tipo: Tesi di Master
Master in Gestione del personale
Anno: 2015
Docente/Relatore: Giuseppe Gitto
Istituito da: CEFOP - Centro formazione professionale
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 245

FAQ

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