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''Lascia ch'io pianga mia cruda sorte''. Storie personali di castrati illustri e recupero del patrimonio perduto della loro voce

Estratto della Tesi di Giulia Zennaro

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9 L’ambiguità sessuale, in quanto ‘autorizzata’ e posta sotto il controllo degli organi di governo, come poteva essere l’esibizione dei castrati nelle chiese, aveva uno specifico ruolo sociale. La diversità veniva mostrata come monito e avvertimento dei rischi cui si poteva venire incontro se ci si fosse lasciati trasportate dalle tendenze libertine e ‘pagane’ che ancora fremevano nella sottocultura popolare: l’immaginario dell’efebo a guardia dell’harem, del servitore evirato, era combattuto dalla Chiesa in quanto appartenente a una cultura considerata inferiore e contraria alla morale corrente di stampo cattolico e bigotto. Il castrato rappresentava la ribellione alle leggi e la conseguente punizione divina; il suo dovere era vivere per dimostrare l’implacabilità della giustizia, ma allo stesso tempo finiva per diventare il sogno proibito, non solo delle donne, ma anche degli uomini, che ne erano inconsciamente attratti e piø se ne rendevano conto piø colpevolizzavano queste figure tentatrici cercando di respingerle. Si arriva al paradosso che, alla visione del castrato, l’evirazione non faccia piø così paura come auspicato; l’attrazione per il proibito e il fascino sicuramente forte di questi personaggi fanno sì che nelle menti degli spettatori si formi un messaggio di libertà, di sessualità non piø repressa, di uguaglianza fra i sessi e di adolescenza infinita (i castrati non avevano barba e spesso mantenevano per tutta la vita l’aspetto un po’ femmineo del maschio in piena pubertà). Questo era ovviamente l’aspetto piø esteriore e sicuramente enfatizzato apposta dai castrati: per scongiurare l’orrore che la loro mutilazione trasmetteva, questi si nascondevano dietro un’immagine allegorica per non essere respinti dalla società, almeno per il tempo in cui rimanevano sul palcoscenico. I ruoli sessuali non sono solo una questione biologica: sono frutto dei tempi, della situazione politica, culturale e anche economica di un paese. In una situazione sociale complessivamente equilibrata, i ruoli sessuali sono chiari e distinti e ogni eccezione è tollerata nella misura in cui non rechi danno a sØ o agli altri. In una realtà profondamente divisa tra libertinismo e tentativo di restaurazione dei valori tradizionali cattolici qual era quella dell’Italia e dell’Europa del Settecento, il bisogno di libertà sessuale e personale dell’individuo si scontra immancabilmente con i pregiudizi e le leggi delle classi dominanti, e può esprimersi solo in forme artistiche e quindi tollerate anche se a fatica perchØ ‘naturalmente eccentriche’, come appunto la moda dei castrati. Questo non vuol dire che la censura non esistesse, ma sicuramente in un ambiente diverso certe opere come gli scritti di De Sade non avrebbero trovato un canale di divulgazione. I ruoli sessuali, quindi, sono oggetto di continui negoziati tra il popolo e la classe dominante; il sesso è una delle discriminanti che determinano la partecipazione o meno alla vita della società, e quindi le donne si mascolinizzano per avere un ruolo nel mondo. Al contrario gli uomini vogliono scrollarsi di dosso le responsabilità e dare sfogo agli istinti nascosti e vestono i panni delle compagne per sentirsi in un certo senso
Estratto dalla tesi: ''Lascia ch'io pianga mia cruda sorte''. Storie personali di castrati illustri e recupero del patrimonio perduto della loro voce

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''Lascia ch'io pianga mia cruda sorte''. Storie personali di castrati illustri e recupero del patrimonio perduto della loro voce

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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Zennaro
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Tecniche Artistiche dello Spettacolo
  Corso: Dams - Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo
  Relatore: Francesco Cesari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 83

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Parole chiave

musica
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androginia
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evirati cantori
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