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L'acqua in Palestina, un conflitto asimmetrico. Tra opportunità ed occasioni mancate.

Estratto della Tesi di Alfio Gullotta

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Pag. 12 di 95 - fossero solo uno strumento da tirare fuori quando fosse conveniente. La rinascita politica palestinese avvenne principalmente attraverso tre uomini: Yasser Arafat, Khalil Wazir e Salah Kalahaf, che nel 1959 diedero vita ad “Al Fatah”, movimento politico militare che avrebbe compiuto numerosi attacchi in Israele negli anni a venire. Paradossalmente però, la mossa che diede la spinta al risveglio dei paesi arabi nei confronti della questione palestinese fu fatta da Israele nel 1963, con la progettazione di una rete idrica nazionale che avrebbe portato le acque del fiume Giordano nel deserto del Negev. Tale progetto era osteggiato per due motivi: il primo è che il progetto, se andato a buon fine, avrebbe ampliato la capacità di Israele di assorbire immigranti, il secondo è che, essendo le sorgenti del fiume Giordano fuori da Israele, gli arabi consideravano l’acquedotto un furto di acque arabe. La risposta a tale situazione fu la convocazione da parte di Nasser di un vertice arabo al Cairo nel 1964, vertice nel corso del venne istituita l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), che doveva essere nelle intenzioni degli stati arabi il rappresentante politico del popolo palestinese, un rappresentante facilmente controllabile. A capo dell’OLP venne messo Ahmad Shuqairy, personaggio molto vicino a Nasser, e venne approvata anche la Carta nazionale palestinese, secondo la quale la spartizione della Palestina del 1947 e la creazione dello stato di Israele erano integralmente illeciti. In quella fase l’OLP si rivelò incapace di svolgere il ruolo di portavoce dei palestinesi: non c’era infatti l’intenzione che avesse una vita indipendente e l’infelice leadership di Shuqairy lasciò i palestinesi increduli ed amareggiati, L’unico talento unanimemente riconosciuto di Shuqairy fu la mancanza di limiti alla sua retorica, un dono impareggiabile per la propaganda israeliana 11 . L’OLP era invisa ai leader di Al Fatah, ma con l’OLP era però nato anche l’Esercito per la liberazione della Palestina, che iniziò ad attrarre reclute dai ranghi di Al Fatah. Tale situazione convinse Arafat che fosse necessario passare all’azione militare, poiché era sua convinzione che l’unica soluzione per i palestinesi fosse una guerra in cui Israele avrebbe inevitabilmente perso contro gli eserciti regolari dei paesi arabi. Ecco che tutte le azioni della sua organizzazione puntarono in quella direzione, ovvero la direzione esattamente opposta rispetto a quella verso la quale Nasser spingeva attraverso il suo controllo dell’OLP. I raid di Al Fatah cominciarono sotto il nome di battaglia Assifa (“la Tempesta”) nel gennaio 1965. Simbolicamente il primo attacco fu portato proprio alla rete idrica israeliana. Non furono mai una vera minaccia per Israele, ma rappresentavano una spina nel fianco di uno stato che stava trovando la strada verso la propria normalizzazione e che aveva oramai una leadership nuova e ben lontana dalle politiche pionieristiche dei padri fondatori.
Estratto dalla tesi: L'acqua in Palestina, un conflitto asimmetrico. Tra opportunità ed occasioni mancate.

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L'acqua in Palestina, un conflitto asimmetrico. Tra opportunità ed occasioni mancate.

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Informazioni tesi

  Autore: Alfio Gullotta
  Tipo: Tesi di Master
Master in Nuove strategie di analisi previsionale e della mediazione nell'epoca del mutamento globale. Il nuovo rapporto tra società e stato
Anno: 2015
Docente/Relatore: Alberto Becherelli
Istituito da: UniCusano - Università degli Studi Niccolò Cusano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 95

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