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Vita e morte di un giornale: la chiusura del "Corriere Mercantile" dopo 191 anni di cronaca genovese

Estratto della Tesi di Chiara Tasso

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13 La ripresa dell'informazione genovese continua, quando nel 1827 il direttore della Biblioteca Berio G. B. Spotorno fonda il foglio bimestrale "Giornale Linguistico". Un anno dopo, esce l'"Indicatore Genovese", esordio giornalistico di Giuseppe Mazzini, il quale intuisce ben presto l'importanza della stampa come strumento di educazione delle masse. Sono sue le parole che spiegano al meglio il potere del giornalismo: “La stampa periodica è una potenza, è anzi la sola potenza dei tempi moderni. Lo è per i mezzi di cui dispone e per la natura stessa del suo apostolato; perché parla e insiste, percorre rapidamente e a ora fissa il paese al quale volge la sua parola; è per l'intelletto ciò che il vapore è per l'industria” 10 . Fortemente polemico nei confronti dei conservatori, il giornale verrà soppresso per risorgere un anno dopo a Livorno con il nome di "Indicatore Livornese". Questo primo esempio di giornalismo mazziniano precede gli ideali espressi poi ne "La Giovine Italia", foglio politico e rivoluzionario pubblicato durante l'esilio a Marsiglia nel 1832 11 . Nonostante le idee democratiche diffuse da Mazzini, a Genova inizia a imporsi un'opinione moderata, di cui il "Corriere Mercantile" costituisce la voce più rappresentativa. Il giornale, abbandonata la sola mansione di bollettino commerciale, viene trasformato in quotidiano nel 1844, sotto la direzione dell'avvocato Giuseppe Papa. Sempre focalizzato sui movimenti del porto di Genova, il foglio si impone presto come il più autorevole giornale d'informazione e di critica economica e politica. Con la sua impostazione liberal-moderata, filo cavouriana e anti mazziniana, il giornale diventa il portavoce della borghesia mercantile e finanziaria della Superba. A partire dal 1850, durante il cosiddetto decennio di preparazione, si formano basi più solide per il giornalismo genovese; il capoluogo ligure si presenta infatti come un territorio ottimo per lo sviluppo del giornalismo, grazie alle idee democratiche di Mazzini e ai tanti emigrati politici qui rifugiati da tutta Italia. Le testate che vedono la luce in questo periodo, anche se di durata molto breve, sono i quotidiani "Il Tribuno", "L'Italia", "L'Italia Libera" e "L'Italia e il Popolo", quotidiano mazziniano del 1851 e organo del partito repubblicano. Per sette anni il giornale porta avanti una battaglia contro il governo piemontese, con aspre polemiche nei confronti di Napoleone III e Cavour; nonostante l'emanazione dell'Editto Albertino che tutelava la libertà di espressione, il giornale subisce numerosi sequestri fino alla soppressione definitiva nel 1857. Altri esempi di iniziative giornalistiche significative di 10 P. Murialdi, Storia del giornalismo italiano, Il Mulino, 1996, p. 41. 11 M. Milan, Dispense di storia del giornalismo, p. 174.
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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Tasso
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo
  Relatore: Mario Bottaro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 119

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