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Ingegneria del territorio per aree a rischio: inquinamenti e contaminazioni di ecosistemi. Il caso di Taranto.

Estratto della Tesi di Cosimo Micelli

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- 1 4- _________________________________________________________________________ _________________________________________________________________________ 1.1.2. Stato dell’arte e linee guida in Europa. Come già anticipato, oggi la mappatura dei rischi (hazard) a supporto della pianificazione territoriale è tendenzialmente:  Settoriale (divisa in settori ben delimitati e spesso non comunicanti);  Non considera in maniera adeguata le esigenze degli utenti “finali” (stakeholder), ma considera prioritariamente il modo migliore di analizzare il fenomeno in sé;  Non considera la vulnerabilità in maniera idonea;  Non contempla eventi concatenati (multihazard). Con queste premesse la pianificazione basata su mappatura del rischio in aree pericolose non può che essere limitata perché suddivisa in compartimenti stagni (settori); è studiata il più delle volte solo a valle di disastri già avvenuti, in quanto non inclusa nella pianificazione ordinaria; inoltre non fa nessuna menzione in merito alla vulnerabilità e la resilienza, e considera in maniera molto scarsa la concatenazione dei multirischi. Pertanto nuove linee guida, ovvero nuovi DSS (sistemi di supporto alla decisione, ad esempio quelle del progetto Armonia o la più recente procedura SERA) dovrebbero aiutare i pianificatori nel decidere modi, intensità e frequenze d’uso dell’analisi di rischio in aree soggette a rischi naturali, al fine di garantire la compatibilità delle scelte di piano con i rischi esistenti. Nelle diverse realtà territoriali i pianificatori possono trasformare gli usi del suolo (da rurale a urbano per finalità di sviluppo o recupero, o viceversa da urbano a rurale) o mantenere gli usi attuali, magari riqualificandoli. Le modalità con cui si arriva a tali decisioni sono fornite anche dai già citati DSS che possono aiutare i pianificatori anche negli scopi qui esposti, ovvero per la valutazione del rischio a supporto del piano. In generale i punti focali della valutazione sono: 1) l’individuazione dei luoghi in cui rischi, esposizione e vulnerabilità sono elevati, concentrati e densi, 2) analisi di tali luoghi: osservazione di come gli usi del suolo e caratteristiche della popolazione influenzano rischi, vulnerabilità ed esposizione.
Estratto dalla tesi: Ingegneria del territorio per aree a rischio: inquinamenti e contaminazioni di ecosistemi. Il caso di Taranto.

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Ingegneria del territorio per aree a rischio: inquinamenti e contaminazioni di ecosistemi. Il caso di Taranto.

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Informazioni tesi

  Autore: Cosimo Micelli
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2014-15
  Università: Politecnico di Bari
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria per l'Ambiente e il Territorio
  Relatore: Dino Borri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 145

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