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La musica sacra dopo il Concilio: funzioni, dibattiti, protagonisti.

Estratto della Tesi di Raffaello Pilato

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10 poco sale e poco lievito per insaporire e far fermentare il pane, i componenti della Chiesa impreziosiscono e fanno sviluppare la società verso il bene; e come la luce, la Chiesa è chiamata a essere un faro potente per gli uomini, capace di illuminare le scelte e la vita di ciascuna persona. La riforma liturgica ebbe molti detrattori ― primo fra tutti il vescovo francese mons. Marcel Lefevbre ― che ne ostacolarono con tutti i mezzi l’attuazione. Essi contestarono l’uso della lingua volgare, l’orientamento dell’officiante versum populo, l’abolizione di diverse orazioni (a cominciare da quella all’arcangelo S. Michele posta alla fine della celebrazione, quasi un vero e proprio esorcismo contro il maligno), il maggior coinvolgimento dei laici, il ridimensionamento dell’aspetto sacrificale per evidenziare invece come nella Messa sia presente tutto il mistero pasquale della passione, della morte e della resurrezione di Cristo, la maggiore importanza data al concetto di “cena” in cui la comunità dei fedeli partecipa attivamente allo spezzare del pane eucaristico. Si sottolineava negativamente come si fosse ristretta la distanza fra i ministri del culto e i fedeli laici che, partecipando all’unico sacerdozio di Cristo, diventavano un elemento essenziale della celebrazione. La messa privata, così frequente con il vecchio rito, diventava un’eccezione: era il popolo di Dio, insieme al presidente dell’assemblea, a celebrare l’Eucaristia. Mentre la maggioranza dei cardinali, pur avendo posizioni molto critiche, restò fedele al Papa e alle decisioni del Concilio, altri detrattori della riforma diedero vita a un vero e proprio scisma quando, nel 1988, mons. Lefebvre ordinò dei vescovi senza consultare il Papa: da qui la scomunica e la conseguente scissione dalla Chiesa Cattolica ufficiale. La comunità di S. Pio X, fondata dallo stesso Lefebvre, ancora oggi non accetta il Concilio, continuando a celebrare con il rito antico. In questi ultimi anni Papa Benedetto XVI, con il Motu Proprio Summorum Pontificum, ha dato la possibilità, a chi lo richieda con precise condizioni, di tornare a celebrare con il rito antico. Il decreto di papa Ratzinger, che voleva essere un modo per riavvicinare le due frange della Chiesa (tradizionalista e progressista) e per riannodare i rapporti con i cosiddetti lefebvriani, ha dato di contro un nuovo slancio all’ala tradizionalista che è tornata ad attaccare, con nuova e rigenerata forza, il Concilio e tutto ciò che da esso deriva. Ne sono prova i numerosi gruppi tradizionalisti che si sono formati in questi ultimi anni, dando vita a nuove pubblicazioni e siti internet che in maniera agguerrita auspicano un ritorno della Chiesa Cattolica ai principi e ai riti preconciliari.
Estratto dalla tesi: La musica sacra dopo il Concilio: funzioni, dibattiti, protagonisti.

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La musica sacra dopo il Concilio: funzioni, dibattiti, protagonisti.

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Informazioni tesi

  Autore: Raffaello Pilato
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Scienze Umanistiche
  Corso: Musicologia
  Relatore: Pietro Misuraca
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 122

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musica sacra dopo il concilio
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