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Maternità, genitorialità e rapporto di lavoro: indagine sulla tutela e discipline a confronto

Estratto della Tesi di Gabriele Castagnoli

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Decreto Legge 22 marzo 1934, n. 654 (a sua volta convertito in Legge 5 luglio 1934, n. 1347), quest’ultimo indubbiamente più significativo e costituente il vero e proprio corpus della maternità nella legislazione corporativa. Se infatti con il primo intervento - grazie alla riunione in unico testo legislativo della disciplina relativa alle operaie e alle impiegate e insieme alla previsione, con annesso diritto alla conservazione del posto, di un periodo di interdizione obbligatoria anche al mese precedente al parto - si dava un importante contributo al raggiungimento di una nuova tappa nel percorso evolutivo della materia, solo con la normativa del 1934 può davvero iniziare a parlarsi di una disciplina giuridica specifica, nella quale la maternità assume un’assoluta centralità. Cuore della normativa restava (art. 6) l’interdizione obbligatoria dal lavoro, plasmata sulla scorta di quanto affermato dalla l. n. 850 del 1929, ma arricchita dall’aggiunta di altre due settimane successive al parto. Ad essa si accompagnava poi una serie di istituti, alcuni dei quali indubbiamente innovativi. Nel confermare il particolare regime delle impiegate contenuto nella legge n. 1825 del 1924, si introduceva infatti (art. 8) la facoltà (per le operaie) di assentarsi dal lavoro fin dalla sesta settimana antecedente al parto, ribadendosi successivamente (art. 10) il divieto di licenziamento per tutto (ed oltre ) il 34 periodo di interruzione dell’attività. Venivano altresì introdotti (art. 13) il divieto di trasporto e sollevamento pesi durante i tre mesi precedenti al parto ed il riconoscimento (artt. 14 e 15) di due periodi di riposo giornaliero per provvedere all’allattamento. Sotto il profilo economico, si disponeva poi (artt. 18 e ss.) l’erogazione di sussidi tramite il sistema di assicurazione obbligatoria gestito dalla Cassa nazionale maternità . 35 Nell’alveo della legislazione fascista rientra inoltre, come risaputo, l’emanazione del Codice Civile (Regio Decreto 16 marzo 1942, n. 262) il cui art. 2110 non può che assumere rilevanza ai fini dell’esposizione. Il divieto si prolungava di un mese in caso di malattia connessa alla gravidanza (v. co. 2°, art. 34 10). Sistema questo, che negli anni a venire, avrebbe subito una radicale riforma ad opera, prima, 35 del R.D.L. 4 ottobre 1935, n. 1827, poi, del R.D.L. 14 aprile 1939, n. 636, istitutivo dell’assicurazione obbligatoria di nuzialità e natalità. 11
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Maternità, genitorialità e rapporto di lavoro: indagine sulla tutela e discipline a confronto

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Informazioni tesi

  Autore: Gabriele Castagnoli
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Indirizzo forense
  Relatore: Stefano Bellomo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 151

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Parole chiave

rapporto di lavoro
genitorialità
astensione
maternità
divieto di licenziamento
indennità
congedi
congedo
astensioni
genitori lavoratori

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