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I versi dimenticati: uno studio sulla poesia della prima Deledda

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Valentina Mascia Contatta »

Composta da 116 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 648 click dal 06/07/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Valentina Mascia

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16 attraverso la negazione del valore tradizionale della bellezza, la r i ve ndi caz i o n e d el l egam e d el b el l o c o n l ’ « or r e nd o » , at t r a ve r s o esperienze nuove e sconcertanti, vivendo spesso alla giornata, minati da l l ’ a l c ool e da l l e m a l at t i e , s e n za ne s s una cur a di s é, nel l e o s t e r i e e nei luoghi di ritrovo. Mostravano cinicamente la «miseria della poesia» e rivelavano, attraverso la propria vita, come essa fosse ormai priva di quelle funzioni ufficiali che ancora aveva nel Risorgimento: la f o r za eve r s i v a d el l ’ ar t e s i r eggeva proprio su questa sua mancanza di essenzialità, su questa perdita di autorizzazione sociale; ma nello stesso tempo si affacciava nello scrittore s cap i gl i at o un’ o s t i n ata nostalgia di valori e di forze ideali, di qualcosa di grande che purificasse tutta la sua misera esperienza. Ne derivava un atteggiamento contraddittorio: a uno stile di vita mondano, laico e libertino, si mescolavano spesso aneliti religiosi, nostalgie, per perdute e rassicuranti certezze. Nel 1864 sulla rivista «Figaro» due autori scapigliati, Emilio Praga 22 (1839-1875) e Arrigo Boito 23 (1842-1918), esponevano per la prima volta il loro programma criticando le t e nd e nz e l e t t e r a r i e d el l ’ e p o ca : « un beato branco di pecore risuscitava i l poem a e pi c o , l ’ i d i l l i o d egl i ar cadi e l ’ i nn o d e i pr o f et i , galvanizzandosi il cuore, adulterando la storia e brutalizzando il vangelo». A questo tipo di letteratura gli scapigliati contrapponevano la rappresentazione di un’ ar t e m a l at a, v an egg i ant e , a l di r e d i m ol t i , un’ ar t e d i deca d e nza, di bar o cchi s m o, di razionalismo, di realismo. Questo proposito veniva inteso dagli stessi autori come una lotta fallimentare contro gli ideali della cultura borghese, che, mercificando l ’ ar t e e l ’ es pr e s s i o n e i nt el l et t ua l e , co nd anna va automaticamente i co n t e s t a t o r i a l l ’ e s c l u s i o n e e a l l a m ar g i na l i zza z i o n e e s i s t e nzi a l e e 22 Cfr. E. PRAGA, Poesie, ed. critica a cura di M. Petrucciani, Laterza, Bari 1969. 23 Cfr. A. BOITO, Tutti gli scritti, a cura di P. Nardi, Mondadori, Milano 1942.
Estratto dalla tesi: I versi dimenticati: uno studio sulla poesia della prima Deledda