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Evoluzione storica e quadro normativo attuale del reato di false comunicazioni sociali

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Erika Falletta Contatta »

Composta da 186 pagine.

 

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Estratto della Tesi di Erika Falletta

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13 Interessante come il tema del costante «braccio di ferro» 15 fra la reticenza da parte dell’organo amministrativo e l’esigenza dei soci di essere informati con riferimento alle condizioni economiche e finanziarie e all’andamento della società sia peraltro ravvisabile anche nella società contemporanea, come se si trattasse di una costante atavica. Fin da allora la trasparenza e l’informazione veritiera rappresentano il baluardo alle “furberie” e agli artifici degli azionisti dirigenti, «arbitri dei diritti di informazione del singolo azionista» ed intenzionati a raggirare gli altri soci in modo da avere maggiore libertà di gestione della societas. I problemi dell’informazione e della trasparenza in materia societaria sono coevi al sorgere della grande impresa azionaria 16 , con caratteristiche simili in tutta Europa, non certo solamente in Olanda 17 . Sommariamente, fin dalle legislazioni più risalenti, le condotte illecite realizzate nelle imprese commerciali erano punite nell’ambito del diritto penale comune, in particolar modo facendo riferimento ai delitti lesivi del patrimonio e della pubblica fede, così da «reprimere le forme più gravi di aggressione fraudolenta dirette a ledere l’integrità patrimoniale delle parti e, quindi, a determinare l’insicurezza dei traffici commerciali 18 ». La necessità di creare una summa organica e coesa del c.d. diritto penal- societario si manifestò contestualmente allo sviluppo dell’ideologia illuministica e alla nascita dello Stato liberale, quando, sulla scorta della codificazione napoleonica dei primi del XIX secolo, fecero la propria comparsa le prime codificazioni commerciali ottocentesche, disciplinanti la materia commerciale sul piano civilistico 19 . Soltanto nella seconda metà dell’Ottocento, però, prenderanno avvio e troveranno compiutezza le prime iniziative repressive di tutela penalistica, come illustra efficacemente il Galgano: 15 Così lo definisce A. PERINI, op. cit., p. 65. 16 Cfr. A. PERINI, op. cit., p. 67. 17 A. MIGNOLI, citato da F. GALGANO, Introduzione al Trattato, cit., p. 53. Anche nella più democratica East India Company inglese col tempo si arriverà ad osservare il fenomeno precedentemente accennato di dissociazione tra proprietà e potere, ormai consolidato in altre nazioni. 18 F. TAGLIARINI, G. DE SANTIS, Le disposizioni penali in materia di società e consorzi, in RESCIGNO P. (diretto da), Trattato di diritto privato. Vol. XVI – Impresa e lavoro. Tomo IV, Utet Giuridica, seconda edizione, Torino, 2012, p. 63. V. anche sub nota 2, nella quale gli Autori sottolineano la tipicità della repressione delle frodi societarie attraverso il reato di truffa già a partire dall’esperienza del diritto romano (tramite la predisposizione della figura dello “stellionatus”), fino ad arrivare al diritto moderno. 19 Ibidem.
Estratto dalla tesi: Evoluzione storica e quadro normativo attuale del reato di false comunicazioni sociali