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Il peccato al femminile: la non-accoglienza nella donna alla luce del pensiero di Edith Stein

Laurea liv.I

Facoltà: Istituto Superiore di Scienze Religiose

Autore: Agata Pinkosz Contatta »

Composta da 87 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 734 click dal 29/07/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Agata Pinkosz

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11 Occorre poi in aggiunta notare quanto le conseguenze del peccato originale nella donna si estendano alla capacità, che diviene incapacità, di essere madre. Ella, trasgredendo il comando di Dio, viene colpita nel cuore del suo essere portatrice della vita. «Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli» (Gen 3,16). Ciò che sarebbe potuto diventare per lei fonte di gioia e di godimento, in armonia con Dio e con il mondo, nella condizione peccaminosa è da ora per lei sofferenza e solo in un secondo momento gaudio e consolazione, come del resto ci insegna la stessa natura del parto. «La donna è colpita dalla punizione divina proprio nella radice pr of onda de l suo e sse re , ne ll a sua voc a z ione a ll a mate rnità [ …] » 18 . Vediamo dunque come la degenerazione del rapporto con Dio porta direttamente a quella della relazione c on l’a lt ro se sso e c on la pr ole. C i se mbra int e re ss a nte a que sto pr oposi to, l’us o de l ter mi ne e br a ico t e šûqâ che mentre nel versetto appena riportato della Genesi viene tradotto con il vocabolo “ ist int o” , « ne l C a nti c o e sprime la “ pa ssi one re c iproc a ” f ra d ue a manti c he “ si a ppa rte n g ono ” ne l se g no de ll ’a more e de ll ’a p e rtur a a c c o g li e nte [ ...] » 19 . Da qui consegue che con il peccato originale la donna compromette in sé la dimensione legata appunto a ll a sua a tt it udine na tur a le a ll ’a c c o g li e nz a , rivol ta ve rso il ma rito, poi verso i figli e verso tutto il mondo. Questo tipo di indebolimento ha delle molteplici manifestazioni, c he non sono solo se g n a te da ll ’a bb a ssame nto d e ll ’inte re sse v e rso que st o movi mento int e rior e c h e porta la don na a “ se rba r e tut te le c os e in sé ” (cf. Lc 2,19). Spesso succede a nc he l’ e sa tt o c ontr a rio. L ’ a c c o g li e nz a squi li br a ta può a ssum e re i tra tt i di possessivi tà, c he n a sc e da ll ’inc a p a c it à di ge sti re a lcune tende n z e na tura li : « E ll a pa ti sc e di a nc e stra le curiosità! Vorrebbe sapere come e perché, e che cosa significa tutto quello che vede e che sente dentro se stessa» 20 . L a fe rita de l p e c c a to or i g inale po rta dun que l’e sse re fe mm ini le a d una c onc e ntra z ione su di sé c he c onsi de ra l’a lt ro solo in f unz ione di sé : e ll a non g li d à l’imp or ta nz a qua ndo non l e serve per il proprio godimento oppure gli dà attenzione eccessiva se si sente in ciò istintivamente realizzata, il suo interesse è dire tt a mente p ropor z ionale a ll ’a pp a g a mento c h e ne r ice v e 21 . Ciò sembra corrispondere esattamente a quanto da questo momento la donna dovrà sopportare, esplicitamente 18 F. FORESTI, «Linee di antropologia veterotestamentaria», in AA. VV., Temi di antropologia teologica, 54. 19 ELENA BARTOLINI, «La santità della relazione uomo-donna nella rivelazione. Parte prima», in R. BONETTI (ed.), La reciprocità uomo-donna via di spiritualità coniugale e familiare, Città Nuova, Roma 2001, 60. 20 R. VIRGILI, La forza del cuore, 16. 21 Cf. EDITH STEIN, La donna. Questioni e riflessioni, Città Nuova – Edizioni OCD, Roma 2010, 97.
Estratto dalla tesi: Il peccato al femminile: la non-accoglienza nella donna alla luce del pensiero di Edith Stein