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Il movimento agroecologico “Campesino a Campesino" a Cuba - Un processo sociale per la sovranità alimentare e la sostenibilità

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Chiara Bruzzese Contatta »

Composta da 41 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 893 click dal 29/07/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Chiara Bruzzese

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11 accrescere la loro autosufficienza attraverso la produzione agricola locale, persero progressivamente la propria sicurezza alimentare, rimasta vincolata ai mercati globali dominati dall’agribusiness del Nord globale. A tal proposito, proprio la Banca mondiale, che con le sue politiche risulta essere se non altro complice di tale situazione, nel 2008 ha affermato che l’aumento costante della fame nei paesi in via di sviluppo è la conseguenza della perdita della capacità produttività alimentare interna, in quanto le istituzioni finanziarie internazionali incoraggiano tali paesi ad acquistare i prodotti alimentari sul mercato globale anziché produrli internamente (World Bank, 2008b). Sempre la Banca mondiale, in merito al progetto di aggiustamento strutturale, ammette: «L’aggiustamento strutturale degli anni Ottanta ha smantellato il complesso sistema di enti pubblici che offriva agli agricoltori l’accesso a terra, credito, assicurazione, input e organizzazione cooperativa. Si prevedeva che l’eliminazione dello Stato avrebbe aperto il mercato agli operatori privati, che avrebbero svolto tali funzioni riducendone i costi, migliorandone la qualità ed eliminando le tendenze regressive. Troppo spesso ciò non si è verificato. In alcuni luoghi il ritiro dello Stato è stato nel migliore dei casi incerto, limitando l’ingresso del privato. Altrove il settore privato si è affacciato solo lentamente e parzialmente, favorendo perlopiù gli agricoltori commerciali, ma esponendo i piccoli a diffusi insuccessi, alti costi e rischi di transizione e vuoti nei servizi. Mercati incompleti e vuoti istituzionali impongono costi enormi in termini di crescita mancata e perdita di benessere per i piccoli produttori, minacciandone la competitività e in molti casi la sopravvivenza». (World Bank, 2008b) Inoltre, a partire dal 1995, la deregolamentazione delle importazioni provocata dai Sap è stata rafforzata dall’Accordo sull’agricoltura (AoA) della World Trade Organization (Wto) e dai numerosi accordi per il libero scambio. Lo studio del Comitato sulla Sicurezza alimentare mondiale (Cfs) ha avvisato che la liberalizzazione dei mercati ha incrementato la trasmissione della volatilità internazionale dei prezzi ai mercati interni e ha comportato una maggiore dipendenza dalle importazioni alimentari (Cfs, 2011). Un’ulteriore causa di fondo riguarda il fatto che l’intero sistema agroalimentare è soggetto al tentativo di controllo oligopolistico da parte di poche e potenti società: Adm, Bunge, Cargill, DuPont, Monsanto. Il 90% del commercio globale di cereali è controllato da Adm, Bunge e Cargill, mentre il 60% del mercato di mais e di grano e il 44% del mercato della soia sono controllati da DuPont e Monsanto (Hendrickson, Heffernan, 2007). Durante la cerimonia di apertura del dibattito dedicato agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, il Presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Miguel d’Escoto Brockmann, ha affermato:
Estratto dalla tesi: Il movimento agroecologico “Campesino a Campesino" a Cuba - Un processo sociale per la sovranità alimentare e la sostenibilità