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Uno sguardo alla poesia oscena russa del '700: il celebre sconosciuto Barkov

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Raffaele Marchi Contatta »

Composta da 49 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 457 click dal 04/08/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Raffaele Marchi

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Delle peculiarità di questi salotti “bohémien” mi occuperò nel capitolo seguente, quando andrò a presentare l'opera oggetto d'analisi. La controversa carriera accademica di Barkov vede il suo epilogo nel 1766, con la sua espulsione definitiva. Il poeta, già “orfano” di Lomonosov, mancato l'anno prima, continuerà ad aggiungere pagine ai suoi scritti “nepečatnye” 3 fino alla morte, sopraggiunta nel 1768. Ricorrendo a un'iperbole utile al fine di una più profonda immersione nell'universo barkoviano, si può dire che Barkov abbia iniziato ad esistere soltanto dopo la sua morte. Ovviamente si parla qui di esistenza “storica”, e non storiografica, attestata, nel caso specifico di Barkov, più dall'eco della sua influenza che non dalla critica a lui dedicata (peraltro piuttosto scarna). La prova del segno lasciato da Barkov sul prato della letteratura russa, disseminato di enormi solchi e leggere increspature, influenze pesanti ed altre impalpabili, risulta ancor più evidente quando si va ad esaminare la sua opera. Per farlo si dovrà necessariamente sgrossare e rifinire quella folta schiera di poemi, odi, sonetti che a Barkov sono stati erroneamente attribuiti. Le opere alla sua poetica ispirate sono così numerose e sinceramente devote all'originale, che nella raccolta qui oggetto di analisi, Devič'ja igruška (Il trastullo della fanciulla), non a caso si è scelto di riportare il sottotitolo Sočinenija gospodina Barkova. L'opera non già di Barkov, bensì del signor Barkov, quasi si tratti di un marchio di fabbrica, o meglio ancora di una garanzia di autenticità, laddove autenticità è sinonimo non già di provenienza, ma di qualità. La reale dimensione di questo poeta, poco pubblicato e molto famoso, va quindi cercata nell'ingente tributo che autori anonimi e grandi classici gli hanno riconosciuto. 3 “impubblicabili”. Il termine è un sovietismo, e per questo più calzante nella forma non tradotta, quanto mai appropriato per indicare la poesia oscena barkoviana, pubblicata per la prima volta senza censure soltanto nel 1992. 8
Estratto dalla tesi: Uno sguardo alla poesia oscena russa del '700: il celebre sconosciuto Barkov