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Il settore tessile-abbigliamento tra internazionalizzazione e percorsi innovativi: un'indagine empirica sulla capacità brevettuale delle imprese italiane.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Vasco Loreti Contatta »

Composta da 143 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1132 click dal 14/09/2016.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Vasco Loreti

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13 maggiore sarebbe il grado di integrazione verticale. Tuttavia, questo modo di procedere presenta diverse criticità. Innanzitutto, il mero calcolo non prenderebbe in considerazione il peso specifico di ciascuna fase nell’ambito del processo produttivo, equiparando ciascuna fase alle altre; in secondo luogo utilizzando un simile indice risulterebbe impossibile ottenere un confronto veritiero tra industrie in termini di integrazione verticale. Vanno quindi ricercate delle tecniche alternative per verificare il livello di integrazione verticale delle imprese. Qualora si intenda rilevare il grado di integrazione verticale determinato da decisioni volte ad attuare un ampliamento verso l’esterno ossia mediante percorsi di M&A (fusioni e acquisizioni di altre imprese), è necessario andare a verificare, nel bilancio d’esercizio, la variazione delle partecipazioni finanziarie di lungo termine, facendo attenzione a scorporare quelle in imprese che non operano nella medesima filiera produttiva dell’impresa. Del valore ottenuto, poi, coerentemente con il concetto di integrazione verticale, dovranno essere considerate soltanto le partecipazioni in imprese che operano a monte o a valle rispetto all’attività principale dell’impresa che le detiene. Nel caso in cui, invece, si voglia verificare il grado di integrazione verticale di un’impresa relativamente a processi di crescita interni, alcuni autori suggeriscono di osservare il valore complessivo delle immobilizzazioni tecniche iscritte nel bilancio d’esercizio poiché, secondo gli stessi, un aumento del livello di integrazione verticale sarebbe sempre accompagnato da un incremento del valore delle immobilizzazioni impiegate nel processo produttivo e viceversa. In realtà questa tesi può essere confutata con due semplici considerazioni: la prima riguarda il fatto che non sempre l’aumento del grado di integrazione verticale di un’impresa comporta maggiori investimenti da parte della stessa in nuove immobilizzazioni tecniche, in quanto l’internalizzazione può avere ad oggetto anche fasi non strettamente produttive come la progettazione di prodotto; in secondo luogo, considerando l’altra variabile, un incremento delle immobilizzazioni tecniche non è necessariamente sinonimo di integrazione verticale, che può essere dettata anche da un ampliamento della gamma di prodotti realizzati. E’ dunque necessario avvalersi di altri indici per poter misurare il livello di integrazione verticale in relazione a processi di crescita verticale realizzati per vie interne. In tal senso
Estratto dalla tesi: Il settore tessile-abbigliamento tra internazionalizzazione e percorsi innovativi: un'indagine empirica sulla capacità brevettuale delle imprese italiane.