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Leandro Caselli a Carrara 1884-1890

Estratto della Tesi di Elisabetta Carli

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“Nei molti edifizi dianzi citati ricorse alle architettura già composte da secoli, alle forme fiorentine del Medioevo, a quelle del Quattrocento, a quelle del Cinquecento; vi si trovano i consueti cornicioni, le solite bifore, l’ordinarie bugnature, tutto il corredo degli stili, trattati con qualche impaccio, ma senza ombra di singolarità personale. Né si può dire che queste ornamentazioni non s’accordino con la costruzione antonelliana interna, perché, qualunque sia l’organismo statico, ci son finestre, ci son porte, ci sono arcate, ci sono grondaie, c’è tutto il rimanente, come in tutte le architetture di questo mondo, e, a non voler lasciare le muraglie miseramente nude, bisogna pure che l’architetto vi aggiunga quelle forme decorative, le quali sembrano a lui più opportune e meglio confacenti al suo sentimento e al suo gusto. Col sentimento e col gusto si entra nell’arte …”31 Le ultime carte ufficiali dell’Archivio comunale di Carrara che recano in calce la sua firma sono dell’estate 1890, il 28 luglio. Il bando di concorso per un posto di ingegnere capo dell’Ufficio Tecnico, da quel momento vacante, fu pubblicato il 7 settembre; si presentarono undici candidati. Intanto Caselli aveva vinto il concorso per la stessa qualifica a Messina. Lasciò Carrara rimpianto dall’Amministrazione comunale “sicché si è visto il miracolo, che un ingegnere, dopo aver fatto spendere milioni ad un comune piccolo, parta inghirlandato di lauro.”32 Niente di più vero, se si pensa che, per le opere pubbliche realizzate in meno di dieci anni, comprese le opere di sistemazione stradale e fognaria, era stata prevista una spesa superiore ai due milioni di lire. Così “ebbe a dire nella festa di commiato un giornalista locale: … diresse per sei anni l’Uffici tecnico Municipale lasciando un’orma incancellabile dl suo ingegno assoluto e del non comune valore artistico, del quale sono prova eloquentissima le opere che qui tutti ammiriamo e che non pochi ci invidiano.”33 Caselli rispose: “chiudo il mio dire ringraziandovi e brindando a tutti, al vostro splendido avvenire in cu ebbi sempre la più sicura fiducia; assicurandovi che dalla terra dove le bellezze della natura sorridono in modo speciale all’amore, colà cantato nei primi versi italici, e dove i vostri auspici mi apriranno più facilmente quei caldi cuori, io penserò con affetto di figlio, di fratello, di amico, a voi che tutte le gradazioni di affetto più alto qui rappresentate.”34 A Messina il lavoro di Caselli non fu facile, anzi molte discussioni si levarono sulla costruzione dell’edificio scolastico Santa Teresa: fu accusato di andare contro le leggi della statica, di essere uno sfruttatore dell’erario comunale e un megalomane; ma qui “bisogna intendersi sul significato di questo vocabolo (…) Chi sente l’importanza della casa della scuola, la necessità che essa sia sana e decorosa insieme per adempiere intiera la sua missione educatrice, non troverà nulla di superfluo in quell’edificio.”35 I detrattori di quell’opera furono coloro che “si ostinavano a considerare l’istruzione una dolorosa necessità di legge, causa di dissesto sociale, la scuola una fabbrica di spostati, gli edifici scolastici una concessione fatta al deplorevole sentimento del moderno.”36Nonostante le critiche, realizzò anche una grande palestra e l’osservatorio meteorologico dell’Andria, sistemò la piazza del Municipio e risolse problemi tecnici 31Boito Camillo, op. cit. 32Boito Camillo, op. cit. 33Interdonato Pietro, op. cit. 34Interdonato Pietro, op. cit. 35Interdonato Pietro, op. cit. 9
Estratto dalla tesi: Leandro Caselli a Carrara 1884-1890

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Leandro Caselli a Carrara 1884-1890

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Informazioni tesi

  Autore: Elisabetta Carli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1996-97
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia dell'arte
  Relatore: Giacinto Nudi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 42

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