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Potenzialità dei trattamenti biologici per la protezione dei prodotti orto-frutticoli in post-raccolta: un caso studio.

Laurea liv.I

Facoltà: Agraria

Autore: Cosimo Maria Palopoli Contatta »

Composta da 68 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 226 click dal 22/11/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Cosimo Maria Palopoli

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10 Il processo manifesta, proporzionalmente, la sua validità in funzione di numeri fattori. Di seguito sono riportati i più importanti: (1) prodotto [proprietà chimico-fisiche, sensoriali ed eco-fisiologia della microflora costituente], (2) patogeno bersaglio, (3) condizioni durante il trattamento [tempo-temperatura, modalità di trasporto del calore, quantità di prodotto]. Frequentemente si registra un controllo efficace della fitopatia quando sono applicate condizioni HTST (high temperature - short time) o LTLT (Low Temperature - Long Time). Unico limite evidenziato da tale metodologia, Schirra et al., 2011, è che la frutta o la verdura possano imbibirsi maggiormente di principio attivo di fungicida residuo e, come la refrigerazione, indurre un danno tecnologico (imbrunimento, perdita aroma, consistenza e disidratazione). Tab. 2.2 (da Usall J., Ippolito A., Sisquella M., Neri F. (2016). Physical treatments to control postharvest diseases of fresh fruits and vetagles. Elsevier, Postharvest Biology and Technology). Aria calda Con questa operazione (nota anche come “Curing”) frutto e/o verdura vengono esposte, in ambiente riscaldato a ca. 30 °C ed a una umidità relativa del 90 %, per una durata di molte ore o giorni. L’aria calda a differenza dell’acqua calda è meno efficace perché il trattamento ha una durata più lunga e costi più elevati. (Jacobi et al., 2001; Sivakumar e Fallik., 2013). Radiofrequenze e microonde La necessità e il bisogno di metodi fisici rapidi ed efficaci ha portato ad incrementare l’uso di radiofrequenze e microonde. Il riscaldamento dielettrico, che è alla base di queste metodologie, è stato, dapprima, applicato nel controllo degli infestanti (Marra et al., 2009), successivamente come elemento risolutivo alla pastorizzazione/sterilizzazione (Chandrasekaran et al., 2013); ed infine come applicazione alla post-raccolta (Casals et al. (2010d)). L’efficacia del trattamento dipende fondamentalmente: (1) dalla dimensione dell’oggetto, (2) dal livello termico applicato, (3) dalla possibile immersione in acqua dello stesso. Come osservato (si veda Fig. 2.1) da Sisquella et al., 2013a, 2014b, spesso, il metodo si dimostra più valido quando il tasso di energia applicato tende al rialzo, e ancora maggiormente se la materia prima è sommersa in mezzo acquoso. Il prodotto non evidenzia o manifesta alcuna alterazione indotta.
Estratto dalla tesi: Potenzialità dei trattamenti biologici per la protezione dei prodotti orto-frutticoli in post-raccolta: un caso studio.