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Evoluzione e prospettive delle politiche di cooperazione allo sviluppo dell’Unione Europea

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Marco Marucci Contatta »

Composta da 154 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 377 click dal 30/11/2016.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Marco Marucci

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10 Tra i flussi privati 3 sono esclusi gli investimenti diretti all’estero, gli investimenti in titoli (flussi ufficiali ma che non raggiungono l’elemento di dono minimo necessario) e i crediti alle esportazioni. Allo stesso modo sono esclusi i trasferimenti impliciti, cioè quei flussi finanziari legati a forniture di merci a prezzi sussidiati. Questa definizione ci aiuta sicuramente nell’escludere molte categorie dal concetto di aiuto allo sviluppo, come ad esempio gli interventi dettati da bisogni urgenti e l’assistenza militare, ma è poco utile nel qualificare in positivo le politiche di aiuto. L’aiuto può allora essere concettualizzato attraverso l’individuazione delle sue componenti tecniche. Una prima distinzione può essere fatta sul livello di incidenza che gli aiuti hanno sull’economia dei paesi verso cui sono destinati. Esso può essere microeconomico o macroeconomico, rispettivamente se si tratta di “aiuti su progetto”, che includono i trasferimenti, in merci e capitali, destinati ad una specifica unità produttiva con l’obiettivo di aumentarne l’efficienza o la produzione, o , nel secondo caso, di “aiuti su programma”, cioè i trasferimenti di risorse che mirano a sostenere le politiche economiche realizzate dal paese ricevente. In genere gli aiuti su programma sono destinati al sostegno di eventuali squilibri della bilancia dei pagamenti del paese ricevente. Altri importanti categorie degli aiuti su programma sono i prestiti per l’aggiustamento strutturale concessi dalla Banca Mondiale, a sostegno dell’adozione di politiche di risanamento, e dal Fondo Monetario Internazionale, come supporto ad eventuali deficit della bilancia dei pagamenti, e l’assistenza settoriale, mirata a singoli settori economici, in genere l’agricoltura, ma anche 3 La definizione esclude anche gli “aiuti privati”, che assumeranno un peso maggiore negli anni successivi (dopo il 1985), cioè quei trasferimenti di risorse raccolte presso privati e devolute da agenzie private con intenti caritatevoli e umanitari. (come le ONG in generale, l’OXFAM, Save The Children, etc.)
Estratto dalla tesi: Evoluzione  e prospettive delle politiche  di cooperazione allo sviluppo dell’Unione Europea