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Gli articoli 76 e 77 della Costituzione Italiana

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Gianluca Grottola Contatta »

Composta da 130 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2329 click dal 25/11/2016.

 

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Estratto della Tesi di Gianluca Grottola

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48 Questa ricostruzione teorica, tuttavia, è condannata all’insuccesso. Per Paladin, infatti, “è da tempo pacifico in dottrina ed in giurisprudenza l’idea che i decreti legislativi conservino forza e valore di legge ordinaria, fino a quando la Corte Costituzionale non li annulli, se anche viziati per contrasto con le relative leggi deleganti” 74 . Posta così l’analisi interpretativa dell’articolo in esame, parte della dottrina ha ritenuto opportuno individuare i vizi di legittimità delle leggi delegate, distinguendo tra “eccesso di delega”, e “difetto assoluto di delega”. I primi si produrrebbero in caso di inosservanza di principi e criteri direttivi, o per violazione di vincoli procedurali, fissati dal legislatore delegante, e per tanto sindacabili in via esclusiva dalla Corte Costituzionale. I secondi si rileverebbero, invece, nelle leggi delegate che non rispettano i termini della delegazione, e per tale ravvisabili da qualunque giudice 75 . Tuttavia, anche questa impostazione dottrinale non può essere accolta in quanto risulta assai difficile distinguere sul piano pratico tra i due tipi di vizi, e questo per la particolare commistione esistente fra i limiti posti dai principi e criteri direttivi, e quelli indicanti l’oggetto della delega. Molto spesso infatti, sono proprio tali norme direttive a delineare l’ambito di delegazione normativa, rendendo alquanto 74 Paladin, op. ult. cit., pag. 29; cfr. anche sent. 26 gennaio 1957, n. 3, con cui la Corte stessa ha sindacato ed annullato per difetto assoluto di delega legislativa, un disposto contenuto nel d.p.r. 26 aprile 1957 n. 818. 75 La contrapposizione appena accennata si deve a Patrono, Decreti legislativi e controllo costituzionale, in Riv. trim. dir. proc. civ., Milano, 1968, pag. 1043 e segg., ma su queste posizioni si sono espressi anche Paladin, Decreto legislativo, in Noviss. dig. it., vol. V, Torino, 1960, nonché Esposito, Costituzione italiana. Saggi, Padova, 1954, pag. 274, secondo cui un atto disciplinante “materia diversa da quella delegata, nei limiti in cui ecceda i limiti di materia, non può considerarsi atto avente forza di legge, sottoposto al controllo della Corte”.
Estratto dalla tesi: Gli articoli 76 e 77 della Costituzione Italiana