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L'Esdebitazione

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Cristiano Ciccone Contatta »

Composta da 111 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1124 click dal 30/11/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Cristiano Ciccone

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  14   A questo punto diventa indispensabile comprendere quali fossero gli effetti della sentenza dichiarativa del fallimento in capo al fallito. Pare evidente che il fulcro degli effetti personali e patrimoniali fossero da rintracciare negli artt. 48, 49 e 50 l. fall. a cui si aggiungevano una serie di norme inibitorie per il fallito. L’art. 48 si occupava della corrispondenza diretta al fallito. Questa doveva necessariamente essere consegnata al curatore che, una volta esaminatone il contenuto, avrebbe dovuto trattenere quella riguardante la situazione patrimoniale dell’interessato, tutelandone il diritto di privacy. Di seguito l’art. 49 andava a porre delle importanti limitazioni al fallito riguardo alla sua residenza. A questo era fatto divieto di allontanarsi dalla propria residenza, se non previa autorizzazione del giudice delegato. La norma aggiungeva che il fallito dovesse, salvo legittimo impedimento, presentarsi dinanzi agli organi della procedura ogniqualvolta fosse stato convocato 23 . Se ne deduce, dunque, come l’intenzione del legislatore fosse, per quanto asserito fin ora, quella di controllare il fallito e allo stesso tempo di punirlo per la sua condotta 24 . Ben più stringenti erano, a parere di chi scrive, gli effetti scaturenti dall’art. 50 l. fall. Questo prevedeva l’istituzione di un pubblico registro dei falliti presso la cancelleria di ogni tribunale territoriale e la successiva iscrizione del loro nominativo in seguito alla sentenza dichiarativa di fallimento. Si vuole asserire che l’iscrizione assumeva valore costitutivo, in quanto era proprio per essa che sorgevano una serie di ulteriori incapacità e sanzioni che sarebbero durate fino alla (eventuale) cancellazione. Gli effetti dell’iscrizione si sostanziavano nella sospensione di diritti soggettivi, escludendo il fallito da elettorato attivo e                                                                                                                 23 La normativa prevedeva un’apposita sanzione per entrambe le restrizioni personali. L’art. 220 irrogava una sanzione penale per il fallito che violasse il divieto di residenza. Mentre il secondo comma dell’art. 49 attribuiva in capo al giudice la possibilità di far accompagnare dalla forza pubblica il fallito e anche di revocare il passaporto, qualora egli non ottemperasse all’obbligo di presentarsi quando convocato. 24 P. PAJARDI, Manuale di diritto fallimentare, Milano, 1969, p. 273 s.
Estratto dalla tesi: L'Esdebitazione