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Costruzione Identitaria e Crimine. Può il Crimine Soddisfare il Bisogno di Unicità?

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Umanistiche

Autore: Giulia Avantaggiato Contatta »

Composta da 81 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 421 click dal 30/11/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Giulia Avantaggiato

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11 Da questa definizione la cultura può sembrare qualcosa di meramente strumentale in mano all’individuo ma è molto più di questo, ha certamente un’utilità strumentale ma ciò che la rende davvero importante è la sua capacità di guidare l’agire umano. Secondo Weber la cultura è “una sezione finita dell’infinità priva di senso del divenire del mondo, alla quale è attribuito senso e significato dal punto di vista dell’uomo” 15 . Questa scelta fa sì che l’uomo possa rendere il mondo vivibile e comprensibile, è l’uomo stesso che da senso al mondo, “è un metodo di riduzione dell’inconoscibile totalità dell’essere a dimensioni gestibili dall’intelletto umano” 16 . L’individuo opera una riduzione della Realität ovvero dell’infinità dei significati possibili. L’uomo sceglie come realtà ciò che ritiene degno d’interesse quindi la cultura non è un filtro neutro, se il soggetto non avesse la capacità di distinguere cosa è significativo per lui e cosa no non avrebbe appigli per decidere come agire, ogni sua iniziativa sarebbe paralizzata, schiacciata dall’immensità del reale. Weber quindi da importanza al ruolo attivo dell’uomo nella creazione della cultura, facendola derivare da una sua scelta che valorizza alcuni elementi della realtà a discapito di altri, questa scelta ha un prezzo ovvero tutto ciò che viene escluso e non viene considerato importante. Perché questa selezione funzioni il microcosmo creato da questa selezione deve essere avvertito dagli individui come qualcosa di finito, almeno per la maggior parte del tempo. Il meccanismo che in pratica consente alle persone di comportarsi come se l’universo fosse composto solo da ciò che la cultura ha selezionato è il senso comune. Il senso comune sospende il dubbio che le cose non siano come sembrano, opera una naturalizzazione della realtà sociale, “fa si che alla costruzione sociale si conferisca lo stesso tono di naturalezza che è evidente per la realtà naturale.” 17 Il suo mantenimento però non è un processo automatico, ogni momento della vita tutti operano attivamente affinché non ci siano strappi nel tessuto del senso comune facendo in modo che l’ovvio resti tale. Jedlowski ha definito il senso comune come “quello che ciascuno pensa che tutti gli altri pensino, e ciascuno lo costruisce attraverso gli effetti delle proprie interpretazioni, nello stesso momento in cui crede di adeguarsi a regole che preesistono 18 ”. 15 MAX WEBER, Il metodo delle scienze storico-sociali, Torino 1958, p. 96. 16 FABIO D’ANDREA, ANTONIO DE SIMONE, ALBERTO PIRNI, L’io ulteriore. Identità, alterità e dialettica del riconoscimento, Morlacchi Editore, Perugia 2007, p. 10. 17 Ivi, p. 11. 18 PAOLO JEDLOWSKI, Il sapere dell’esperienza. Milan 1993, p.38.
Estratto dalla tesi: Costruzione Identitaria e Crimine. Può il Crimine Soddisfare il Bisogno di Unicità?