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Misurare l'impatto ambientale della microfinanza: un'analisi su dati mix-market

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Statistiche

Autore: Fabrizia De Rosa Contatta »

Composta da 43 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 195 click dal 05/12/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Fabrizia De Rosa

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9 zone in cui vi è carenza di infrastrutture che si occupano della gestione dei rifiuti, gli scarti delle piccole imprese possono però rappresentare un alto rischio per l'ambiente. Il settore a più alta intensità di inquinamento è quello industriale, le cui attività diventano particolarmente dannose quando gli impianti, seppur di piccole dimensioni, sono posizionati vicino ai centri abitati. Molte attività delle industrie possono avere effetti negativi sui sistemi fognari, sui corsi d'acqua, e sulla salute dei lavoratori e degli abitanti attraverso il rilascio di fumi, polveri e sostanze chimiche nocive. Inoltre, per quanto riguarda le zone rurali, molti piccoli agricoltori, pescatori e minatori sono soliti fare un uso delle risorse non sostenibile. Di seguito elenchiamo le attività maggiormente inquinanti ed i relativi effetti: • Concia delle pelli: è un settore largamente diffuso nei paesi in via di sviluppo. I principali effluenti sono costituiti da metalli pesanti, composti organici e detergenti liquidi, che vanno solitamente a finire nei sistemi fognari o nei corsi d’acqua. • Produzione di mattoni e piastrelle: il grado di inquinamento di tale settore dipende soprattutto dalla densità di popolazione: quanto più i forni si trovano vicini alle città, tanto più gli effetti possono essere dannosi. Spesso, la situazione è aggravata dalla combustione di “combustibili sporchi” (scarti di legno verniciati, gomme, plastiche, solventi, ecc.), alternativa economica al legno pulito o al gas propano. Inoltre, l’estrazione dei materiali utilizzati per la realizzazione dei mattoni può causare l’erosione del suolo e la subsidenza, ovvero il lento sprofondamento del terreno. • Agricoltura intensiva e acquacoltura: molti agricoltori fanno un largo uso di pesticidi, erbicidi e fertilizzanti, senza conoscerne le relative conseguenze ambientali e sanitarie. Per quanto riguarda l’acquacoltura, i principali rischi ambientali sono costituiti dalla perdita di biodiversità a causa degli alti tassi di conversione di zone umide e mangrovie in laghetti per pesci; l’inquinamento delle acque causato da un’inadeguato smaltimento di sangue e frattaglie; l’erosione del suolo e la salinizzazione a causa di una cattiva costruzione degli stagni; l’eliminazione di molte specie dell’ecosistema per il crescente utilizzo di prodotti chimici estremamente tossici, quali ad esempio insetticidi come la
Estratto dalla tesi: Misurare l'impatto ambientale della microfinanza: un'analisi su dati mix-market