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La dialettica tra lutto e dissociazione: un confronto tra autori contemporanei

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Psicologia

Autore: Francesca Brini Contatta »

Composta da 122 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 195 click dal 12/12/2016.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Francesca Brini

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15 1.2 Da Janet alla moderna teoria della dissociazione strutturale Van der Hart, Nijenhuis e Steele nell’opera “Fantasmi nel sØ. Trauma e trattamento della dissociazione strutturale” (2011) propongono una impostazione teorica aggiornata sulla dissociazione, recuperando le idee del padre della psicotraumatologia: Pierre Janet. Il pensiero di questi autori contemporanei tenta di integrare diversi contributi provenienti dalla teoria psicodinamica, delle relazioni oggettuali, dell’attaccamento e della ricerca neurobiologica. Il titolo originario del libro “The Haunted Self” (2006), richiama una condizione in cui il SØ è perseguitato, ossessionato, molestato da memorie traumatiche che lo invadono, portando il soggetto ad una esperienza identitaria costituita dalla molteplicità di diversi stati dell’Io, che tuttavia permangono non integrati. Per gli autori la dissociazione si presenta come una “barriera dissociativa”, come uno sbarramento mentale fra gli stati dell’Io, a cui viene impedito l’accesso simultaneo alla coscienza e alla memoria. Tale “muro psichico” separa la parte della personalità - parzialmente ben adattata alla vita quotidiana - da una o piø altre parti fissate nel passato e legate al trauma 4 . La dissociazione della personalità costituisce la base di tutti i disturbi di origine traumatica (Van der Hart et al., 2011). Nel 1907 Janet definisce la personalità come una struttura suddivisa in vari sistemi dove ogni elemento del sistema è parte del tutto ed è correlato ad altri elementi. Il processo di traumatizzazione comporta delle fratture evolutive nella struttura di personalità. Le divisioni dissociative coinvolgono sia le azioni mentali, ma anche e soprattutto i sistemi d’azione innati, finalizzati all’avvicinamento o evitamento di stimoli interni e/o esterni. L’azione infatti non è semplicemente qualcosa che viene svolto o eseguito. Ogni tendenza all’azione (Janet, 1934), comprende un insieme di azioni sia mentali che 4 Etimologicamente il termine “trauma” deriva dal greco “trâuma” ovvero “ferita” (www.garzantilinguistica.it). Un qualsivoglia evento non è da intendersi traumatico “di per sØ” ma esclusivamente in relazione al suo effetto traumatico su un dato individuo. Solo le caratteristiche oggettive dell’evento sommate a quelle soggettive dell’individuo, determinano il grado di traumatizzazione della persona. Il trauma va dunque inteso come una ferita da leggere in una prospettiva biopsicosociale (Nijenhuis, Van der Hart, 2011).
Estratto dalla tesi: La dialettica tra lutto e dissociazione: un confronto tra autori contemporanei