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Orario di lavoro e diritti al tempo della deoggettivazione: quali prospettive dal lavoro agile?

Estratto della Tesi di Davide Cerutti

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all'intero comparto dei metalmeccanici della settimana lavorativa di 48 ore articolata su 3 turni. 14 Tornando alla legge, solo con l'ascesa del regime fascista si arrivò alla trasposizione normativa dei risultati raggiunti dalla contrattazione, tramite l'emanazione nel 1923 da parte del primo governo Mussolini del R.d.L 692 convertito in legge il 17 aprile 1925 che, recependo la convenzione OIL n. 1 del 1919, estese a tutti i lavoratori il principio della settimana lavorativa di 48 ore su 6 giorni ed intervenne sul tema degli straordinari, stabilendone i tetti massimi in due ore giornaliere e 12 ore settimanali. All'art. 4 il decreto stabiliva poi nei confronti di quali professioni e a quali condizioni le disposizioni predette potevano essere applicate in modo flessibile, stabilendo che nei lavori agricoli e stagionali o nei quali ricorrevano necessità tecniche, le 48 ore settimanali e le 8 ore giornaliere potevano essere superate a condizione che la durata media del lavoro non eccedesse certi limiti, la cui definizione era rimandata a futuri interventi del legislatore. Peraltro un successivo decreto del 6/12/1923, esteso al fine di stabilire le ipotesi di esclusione dall'applicazione del R.d.L. 692, depotenziava già ancor prima della sua reale entrata in vigore la normativa, resa inefficace nei confronti di un'ampio elenco di categorie, tra le quali personale di servizio, camerieri, personale ospedaliero, commessi viaggiatori, lavoratori discontinui o di custodia e svariate altre. 15 Gli anni della dittatura fascista non arrisero alle esigenze dei lavoratori: se già la legge 692 aveva rappresentato un passo indietro sul tema degli straordinari per molte categorie contrattualmente forti, che avevano ottenuto con le loro lotte maggiorazioni salariali ben più alte rispetto a quelle previste dal decreto, due provvedimenti emanati tra il '26 e il '27 allargavano le maglie del potere datoriale in tema di orario, prevedendo la possibilità di allungare di un'ora la giornata di lavoro. Il legislatore tornò a pronunciarsi in materia di orari ed organizzazione del lavoro nel 1934, con la legge 653 del 26 aprile sul lavoro notturno. Prima normativa organica in tema, questo provvedimento stabiliva il divieto di lavoro notturno nelle aziende industriali per le donne e per i minori di 18 anni. La disposizione più discussa di questa legge fu indubbiamente il divieto di lavoro notturno femminile. Tale divieto fu 14 S. Faillace, 2002, pp. 15-16 15 Idem, p. 19 e ss. 12
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Orario di lavoro e diritti al tempo della deoggettivazione: quali prospettive dal lavoro agile?

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Informazioni tesi

  Autore: Davide Cerutti
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze delle pubbliche amministrazioni
  Relatore: Anna Rita Tinti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 110

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Parole chiave

orario di lavoro
lavoro agile
deoggettivazione
tempo di lavoro
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