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Nelle campagne ungheresi: lo studio sulla musica popolare di Béla Bartók e Zoltan Kodály

Tesi di Laurea

Facoltà: Beni culturali

Autore: Luca Rover Contatta »

Composta da 47 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 342 click dal 05/12/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Luca Rover

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12 sono “espressioni istintive della sensibilità dei contadini ”21 . D’ora in avanti, trattando di musica popolare, faremo riferimento solo a questa. 1.2 Come e perché raccogliere musica popolare Cantare è un arte specializzata della comunicazione che esprime profondi contenuti sociali 22 . (Alan Lomax) La ricerca dei canti popolari nelle campagne diventò lavoro di catalogazione e comparazione ad un livello prettamente scientifico con l’obbiettivo finale di ottenere materiale utile sia per le ricostruzioni etniche ma anche storiche. In altre parole quella che oggi chiamiamo etnomusicologia 23 : etnografia e musica cooperano assieme per conferire a quest’ultima nuove attribuzioni sociali che la avvicinano ad altre discipline come l’antropologia. Le mirabili trascrizioni di Bartók e Kodály costituirono un modello insuperato e molti furono i contributi che essi dettero all’analisi della musica di tradizione orale delle popolazioni rurali e pastorali. Alla base delle ricerche ci fu un senso di dovere, di necessità, di restituire al patrimonio nazionale la sua vera musica ungherese, una musica pura, genuina, da preservare e custodire, prima che il tempo e la storia la cancellino irrimediabilmente. Approcciarsi ad un lavoro etnomusicologico significa prima di tutto calarsi nell’ambiente, nei villaggi dove le popolazioni prescelte risiedono. E prima di poter incominciare la vera e propria azione di raccolta dei canti e necessario immedesimarsi con la vita delle persone autoctone. Solitamente, l’osservazione partecipante delle consuetudini contadini, porta il ricercatore a stabilirsi nel posto d’indagine per un periodo prolungato, cercando di impararne anche il lingua locale e acquisendo una profonda familiarità con il loro modo di pensare. Va premesso che se nell’Ottocento il fare musica aveva come scopo principale l’intrattenimento, all’alba del nuovo secolo, intorno al 1905, le prime documentazioni di Bartók e Kodály gli donarono nuove prospettive e diversi obbiettivi. Questo tipo di ricerche diventarono per i due ungheresi non solo un indagine scientifica e musicale ma un modo per penetrare nel cuore della vita agropastorale, subendo una reale rinascita interiore fondata su nuovi concetti vitali più semplici. È quel riallacciamento con la terra e con la forza inespugnabile di madre natura che, con i suoi suoni e i suoi richiami, tanto stette a cuore sia al Bartók fanciullo che a quello di compositore maturo. Un attrazione talmente viva che portò molto spesso il musicista a 21 Cit. Bartók [1977], p. 75. 22 Alan Lomax fu il primo a raccogliere canti anglo-americani negli anni ’30 e ’40. Magrini [1992], p. 100. 23 L’adozione di questo nome per la disciplina già esistente di “musicologia comparata” fu apportata dall’olandese Jaap Kunst.
Estratto dalla tesi: Nelle campagne ungheresi: lo studio sulla musica popolare di Béla Bartók e Zoltan Kodály