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La definizione del terrorismo internazionale

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Antonio Perrone Contatta »

Composta da 92 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 646 click dal 30/12/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Antonio Perrone

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Ginevra all’art. 33 56 in cui si fa espresso divieto a qualsiasi forma di terrorismo e all’art. 37 del I Protocollo addizionale che vieta la perfidia 57 , ossia atti che mirano attraverso l’inganno dell’avversario alla sua uccisione o ferimento. 56 IV Convenzione di Ginevra relativa alla protezione dei civili in tempo di guerra All’art 33 recita : “No protected person may be punished for an offence he or she has not personally committed. Collective penalties and likewise all measures of intimidation or of terrorism are prohibited. Pillage is prohibited. Reprisals against protected persons and their property are prohibited” (Traduzione:Nessuna persona protetta può essere punita per un'infrazione che non ha commesso personalmente. Le pene collettive, come pure qualsiasi misura d'intimidazione o di terrorismo, sono vietate. Il Saccheggio è vietato. Rappresaglie nei confronti delle persone protette e dei loro beni sono vietati) 57 Per una maggiore comprensione del concetto di perfidia riporteremo l’art 37 del I Protocollo addizionale . (Art. 37 Divieto della perfidia) 1. È vietato di uccidere, ferire o catturare un avversario ricorrendo alla perfidia. Costituiscono perfidia gli atti che fanno appello, con l’intenzione di ingannarla, alla buona fede di un avversario per fargli credere che ha il diritto di ricevere o l’obbligo di accordare la protezione prevista dalle regole del diritto internazionale applicabile nei conflitti armati. Sono esempi di perfidia gli atti seguenti: a) simulare l’intenzione di negoziare sotto la copertura della bandiera di parlamentare, o simulare la resa; b) simulare una incapacità dovuta a ferite o malattia; c) simulare di avere lo statuto di civile o di non combattente; d) simulare di avere uno statuto protetto facendo uso di segni, emblemi o uniformi delle Nazioni Unite, di Stati neutrali o di altri Stati non Parti in conflitto. 2. Gli stratagemmi di guerra non sono vietati. Costituiscono stratagemmi di guerra gli atti che hanno lo scopo di indurre in errore un avversario, o di fargli imprudenze, ma che non violano alcuna regola del diritto internazionale applicabile nei conflitti armati, e che, non facendo appello alla buona fede dell’avversario circa la protezione prevista da detto diritto, non sono perfidi. Sono esempi di stratagemmi di guerra gli atti seguenti: mascheramenti, inganni, operazioni simulate e false informazioni. 62
Estratto dalla tesi: La definizione del terrorismo internazionale