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La struttura del dialetto genovese nell'ambito del Teatro Ligure dell'otto/novecento: memorie e testimonianze

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Silvia Vally Sacco Contatta »

Composta da 116 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 202 click dal 21/12/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Silvia Vally Sacco

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$ La valutazione che viene data della diglossia lingua- dialetto esclude programmaticamente, in Italia, l’esistenza di livelli differenti del secondo dei due codici che entrano in gioco, ossia si ritiene comunemente che possano esistere un italiano “alto” e un italiano “basso”, mentre il genovese viene sempre percepito come lingua “bassa”. A livello di analisi linguistica sembrano quindi escluse sostanziali differenze tra il genovese di Nicolò Bacigalupo e quello di Angelico Federico Gazzo, anche se gli intenti dei due autori appaiono diversi. Il genovese contemporaneo è sostanzialmente lo stesso codice usato da Nicolò Bacigalupo, ma molte cose sono cambiate sotto l’aspetto dei fenomeni lessicali e della loro percezione. Determinate battute di Nicolò Bacigalupo oggi non farebbero piø ridere, perchØ basate su doppi sensi o giochi di parole che utilizzano un lessico obsoleto, attualmente di difficile comprensione… 5 L’opera poetica di Nicolò Bacigalupo sancisce inoltre il ruolo subordinato del dialetto rispetto alla lingua. Il dialetto di Nicolò Bacigalupo era italianizzato, come gli altri dialetti italiani, alla fine dell’Ottocento. Gli integralisti del purismo dialettale lo criticarono aspramente. Nicolò Bacigalupo scrisse una “dichiarazione poetica” A poexia dialettale, per sottolineare la necessità di attenuare le asperità dialettali, venendo incontro a nuove esigenze sociolinguistiche del pubblico: E fra i moderni lirici, pe no çittâ de quelli Che han i rognoin ciß solidi, ö Meli, ö Porta, ö Belli, Han forse meno merito che çerti cappilista De nostre Mßse e apostoli da Scheua Naturalista? E forse ö so vernacolo ö nö l' è vea poexia Perchè ö l' è pronto e façile e sensa astrßseria? Ma dunque nu caccemolo zu troppo, sto dialetto, Co-a scusa che ö l' è ignobile e d' abito negletto, Invece ammiae de rendilo ciß nobile, e pulito, De scorie troppo rßvide, çerchae d' ingentililo, Scegliendove i vocaboli, a forma, e l' andamento, Secondo porta l' indole do singolo argomento, E no fae sfoggio inßtile de termini volgari, Cedendo a-o lenocinio de fâve popolari, De frasi a senso doppio, scurrili accanaggiae, Sensa raxion plauxibile, senza necessitae! … Ammiae se l' è poscibile d' ßsa di man in man, De frasi e di vocaboli che saccian d' italian; " ,&0.+7& &8&%
Estratto dalla tesi: La struttura del dialetto genovese nell'ambito del Teatro Ligure dell'otto/novecento: memorie e testimonianze