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Messa a punto e validazione di una metodica HPLC-UV per il dosaggio della Doxofillina plasmatica

Diploma di Laurea

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Giovanni Pistidda Contatta »

Composta da 61 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 420 click dal 30/12/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Giovanni Pistidda

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15 1.4 DOXOFILLINA – MODALITA’ D’USO E MONITORAGGIO DEI LIVELLI PLASMATICI La doxofillina viene di norma somministrata in compresse, pur essendo presenti sul mercato formulazioni in bustina per bambini in età scolare, sciroppi e fiale per somministrazione endovenosa. Nei soggetti adulti viene somministrata per via orale in dosi di 400 mg (pari ad una compressa), 2-3 volte al giorno. Nelle fasi acute, allorchØ si necessiti di una risposta piø pronta, il farmaco può essere utilizzato anche per iniezione endovenosa: si somministrano 200 mg ogni 12 ore, lentamente, in un tempo di almeno 15- 20 minuti. ¨ possibile ricorrere anche alla infusione endovenosa a goccia lenta. Per i bambini in età scolare, si ricorre all'utilizzo di preparazioni in bustina da 200mg somministrate da una a tre volte al giorno, avendo cura di non superare i 12-18 milligrammi per chilogrammo di peso. L'emivita media dopo somministrazione endovenosa è stata calcolata in 65 minuti (da 40 a 96). Dopo somministrazione della forma farmaceutica compresse i livelli massimi nel plasma sono raggiunti dopo 60 minuti, mentre con la forma farmaceutica sciroppo, a causa del veicolo idroalcoolico, si ha un piø rapido assorbimento, verificandosi una concentrazione massima entro 30 minuti. Alla posologia consigliata i livelli plasmatici di doxofillina generalmente non superano i 20 μg/ml, pertanto non si rende indispensabile controllare periodicamente tali livelli. In caso di aumento di tale posologia e' necessario ricorrere al controllo dei livelli ematici del farmaco (valori terapeutici intorno ai 10 μg/ml, valori ai limiti della tossicità 20 μg/ml). Non essendoci alcun antidoto specifico, in caso di sovradosaggio si deve ricorrere al trattamento sintomatico delle manifestazioni piø frequenti come il collasso cardiovascolare. [15]
Estratto dalla tesi: Messa a punto e validazione di una metodica HPLC-UV per il dosaggio della Doxofillina plasmatica