Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La fenomenologia della donazione di Jean-Luc Marion: il paradosso come norma dell’apparire, l’altrove come luogo del sé.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Filosofia

Autore: Stefano Vitale Contatta »

Composta da 137 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 378 click dal 16/01/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Stefano Vitale

Mostra/Nascondi contenuto.
16 1.2 L’aporia di Sein und Zeit: superare Heidegger attraverso Husserl Secondo la lettura di Heidegger, Husserl si arresta di fronte alla coscienza, non si chiede quale sia il suo modo d’essere e la utilizza come garanzia dell’intuizione e fondamento indiscusso (alla maniera di Cartesio). Questo snodo rappresenta il punto in cui le strade dei due filosofi divergono e Heidegger prende le mosse da qui per rivoltare il pensiero di Husserl, proponendo una nuova visione del fenomeno per cui «come significato dell’espressione «fenomeno» va quindi stabilito: ciò che si mostra-in-se-stesso, il palese». 13 Ciò che si palesa, si offre e si esplicita, arriva a manifestarsi: per quanto sembri riprendere l’apertura fenomenologica di Husserl, Heidegger le conferisce una nuova impronta che cambia del tutto il senso del rendersi manifesto. Manifesto è ciò che si mostra secondo la propria iniziativa, è il percorso proprio del fenomeno stesso che si presenta da sé e nel suo mostrarsi si rende visibile. Il fenomeno rende manifesto ciò che restava nascosto nel suo essere velato e ricoperto attribuendosi, così, uno stato anteriore alla manifestazione in cui si prefigura come inapparente e velato, uno stato caratterizzato da oscurità ed enigmaticità, in cui si configura inizialmente come non-dato. Ma cosa si nasconde dietro questo velamento? Secondo Heidegger, noi facciamo esperienza solo dell’ente, ma dietro il suo essere come ente si nasconde l’apertura dell’essere che precede e rende manifesto, visibile e possibile lo scoprimento dell’ente. 13 M. Heidegger, Sein und Zeit, trad. it. di Alfredo Marini, Essere e Tempo, Mondadori Editore, Milano 2006, pp. 95 – 97.
Estratto dalla tesi: La fenomenologia della donazione di Jean-Luc Marion: il paradosso come norma dell’apparire, l’altrove come luogo del sé.