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L'utilizzo delle tecniche di programmazione neuro-linguistica nel coaching aziendale

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze politiche, economiche e sociali

Autore: Luca Principato Contatta »

Composta da 53 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1136 click dal 17/01/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Luca Principato

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10 L’analogia proseguendo spiega come le ghiande crescendo sviluppano una radice fondamentale, molto fine, che si estende a un metro in profondità, quando l’alberello è ancora piccolo pochi centimetri. Nel caso in cui questa pianta venisse travasata, se non si facesse attenzione alla radice, questa morirebbe. Il giardiniere che agisce in questo modo, dimostra di non essere esperto e di non avere conoscenze appropriate allo scopo. Al contrario, un giardiniere esperto, sa quanto sia fragile la radice, e prima di travasare la pianta, scava un buco profondo per riporla delicatamente. Come si può notare, salvaguardare la radice dell’albero è un processo veloce e semplice, agire in questo modo farebbe sì che la pianta possa crescere robusta e rinvigorita. “Chi, negli affari, sceglie una strategia lungimirante utilizza il coaching per emulare il bravo giardiniere” (John Whitmore 2009). 1.3 Il coach Il coach è un professionista che aiuta le persone a raggiungere i propri obbiettivi e a sviluppare il proprio potenziale tramite tecniche e competenze specifiche, accompagnandole durante tutto il percorso. Il coach più che un esperto nel campo in cui il cliente vuole crescere è un esperto nel motivare e far emergere le risposte alle proprie domande. Chi utilizza queste tecniche viene definito come un facilitatore di percorso (Massimo Tommasi 2007). Egli lavora sulla resistenza al cambiamento delle persone, facendo prendere coscienza della propria vita, infondendo il coraggio necessario per ridurre la paura del cambiamento e aumentando l’autostima. Il fine è quello di rendere cosciente il cliente delle proprie capacità, così che possa tirar fuori il vero potenziale. Il coach non deve essere confuso con lo psicologo, infatti non va alla ricerca di traumi del passato e non cerca di capire il perché di un determinato comportamento. Non scava nel subconscio delle persone, né cura i pazienti, ma cerca di aiutarli nel presente a superare i blocchi mentali autoimposti, facendo in modo che possano raggiungere i propri obbiettivi. In Italia la professione di Coach non è tutt’ora riconosciuta legalmente; poiché rientra nelle discipline non regolamentate o non ordinistiche, non esistono scuole, albi
Estratto dalla tesi: L'utilizzo delle tecniche di programmazione neuro-linguistica nel coaching aziendale