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Il clima e la vocazionalità viticola Campana

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Pasquale Alessandro Casciello Contatta »

Composta da 104 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 136 click dal 12/01/2017.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Pasquale Alessandro Casciello

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12 Intanto Bordeaux fa storia a sé, dominata non dal potere ecclesiastico ma da interessi commerciali con l’Inghilterra, sempre più interessata al suo claret o chiaretto. Questo legame vinicolo tra Francia e Inghilterra durò per secoli. Nella Champagne si cominciò a parlare di un monaco benedettino, Dom Perignon, famoso per il suo perfezionismo quasi maniacale e per il suo straordinario vino. Molti non sanno che l’obiettivo di Dom Perignon era quello di ottenere un vino perfettamente fermo, ma i suoi sforzi erano frustrati da un clima e da un terreno che facevano inesorabilmente rifermentare il vino nelle bottiglie rendendolo spumeggiante. In seguito i sovrani e gli imperatori portarono progressivamente ad una rinascita della viticoltura e nell’età dei comuni ci fu una ripresa data dall’istituzione di nuove leggi che favorirono la diffusione e la difesa della vite. Nel XVIII secolo si consolidò la tendenza a produrre vini più intensi, scuri e fermentati a lungo. Cominciò ad affermarsi in questo contesto il porto come straordinario vino da lungo invecchiamento. Ma prima del XIX secolo, si abbattè il grande flagello della fillossera, un parassita che colpisce le radici della vite europea. Nell’era moderna si verificò una forte emigrazione italiana in America e questo ha contribuito da un lato uno sviluppo della vite e della viticoltura, ma dall’altro ha determinato un danno in Europa in quanto le nuove viti provenienti da oltreoceano trasportavano parassiti tra i quali:  L’Oidium Tuckeri (oidio o mal bianco della vite), fungo scoperto a Londra nel 1845 nelle serre inglesi che coltivavano tralci importati dall’America. Un fungo ascomicete, appartenente alla famiglia delle Erysiphaceae la cui forma ascofora è Uncinula necator, la forma conidiofora è Oidium tuckeri; originario del Nord America, è stato introdotto accidentalmente in Europa nella metà del XIX secolo.  La Phillossera vastatrix (fillossera della vite), un insetto scoperto nella Francia meridionale nel 1868, il quale in certi stadi del suo sviluppo danneggia gravemente le radici della vite europea.  La Peronospora destructor (peronospora o planospora viticola), parassitosi originaria dell’America del Nord, dove venne segnalata per la prima volta nel 1834. A seguito della navigazione a vapore, la malattia si trasferì anche in Europa nella metà del secolo scorso e dopo la prima segnalazione fatta in Francia nel 1878, giunse l’anno successivo anche in Italia diffondendosi poi in tutta la penisola. La peronospora, fu combattuta utilizzando la poltiglia bordolese, fungicida rameico costituito da una miscela di solfato di rame a pH acido e calce, utilizzato come anticrittogamico in agricoltura.
Estratto dalla tesi: Il clima e la vocazionalità viticola Campana