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Temporary Management a supporto della strategia di internazionalizzazione delle PMI. Una Survey su un campione di aziende italiane

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Stefano Paoletti Contatta »

Composta da 133 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1004 click dal 10/01/2017.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Stefano Paoletti

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12 l’organizzazione, caratterizzato da un’autorità più ampia, soggetta però a disposizioni precise. Continuando nella distinzione tra contratto di Temporary Management ed un normale contratto a tempo indeterminato, andiamo infine a vedere (Tabella 2), quali sono i vantaggi gestionali ed economici che rendono preferibile il primo, al secondo 9 . Tabella 2: Vantaggi del contratto di TM rispetto al contratto a tempo indeterminato VANTAGGI GESTIONALI VANTAGGI ECONOMICI Inserimento di una figura con una vasta esperienza aziendale, anche in settori e contesti differenti tra loro Ha un costo che si ammortizza nel breve periodo rispetto ad un contratto a tempo indeterminato Molto focalizzato sul progetto che gli viene assegnato Una grossa parte del compenso è variabile, in base ai risultati raggiunti Viene inserito nell’organigramma aziendale, facendo “squadra” con i manager presenti e con la proprietà Il progetto di base può essere ridefinito con la proprietà in corso d’opera senza aggravio di costi per l’impresa Rinnova la cultura aziendale, portando benefici che rimangono nel lungo periodo in azienda Non ha TFR, non ha indennità di preavviso in caso di interruzione del contratto Fonte: Moneta A. “PMI” 2007, n. 4, p. 29 1.2 Caratteristiche del Temporary Manager Dopo averlo distinto dal consulente e dal manager permanente, è opportuno evidenziare il profilo e le caratteristiche 10 del Temporary manager: si tratta di un manager professionista di esperienza, o Dirigente con un comprovato passato di successo; tipicamente fornito da un’agenzia intermediaria (alla quale l’impresa paga un onorario in merito 11 ), viene reclutato per gestire una varietà di situazioni di cambiamento, contribuendo alla leadership e alle competenze tecniche e funzionali dell’azienda; occupa spesso posizioni di livello dirigenziale o di responsabile di funzione; grazie all’autorità concessagli, spesso sovrintende i membri dello staff permanete dell’impresa; è abituato a lavorare sulla base di un progetto; sa come gestire gli incarichi aziendali nei tempi dovuti e nel budget aziendale prestabilito; guidato dai risultati, è motivato al loro raggiungimento efficace e in tempi rapidi; è infine, responsabile verso i clienti. Nei mercati più evoluti (es. Inghilterra), questo è il profilo tendenziale di un buon Tm 12 : 9 Moneta A., Acquisire competenze come strumenti di crescita e continuità: il Temporary Management, “PMI” 2007, n. 4, p. 29 10 Duncan, David S., Interim Management & Leadership – Values and Benefits, “Canadian manager” 2006, Vol. 31, p. 16-19 11 Inkson K., Heising A., Rousseau D., The Interim manager: prototype of the 21st-century worker, “Human Relations”, Marzo 2001, Vol. 54, Issue 3, p. 259-284 12 Quarta M., Temporary Management: come utilizzarlo al meglio in una Pmi, “PMI” 2008, n. 1, p. 30
Estratto dalla tesi: Temporary Management a supporto della strategia di internazionalizzazione delle PMI. Una Survey su un campione di aziende italiane