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Il cinema di animazione di Manfredo Manfredi alla Corona Cinematografica

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Marco Giuseppe Andreazza Contatta »

Composta da 69 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 193 click dal 25/01/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Marco Giuseppe Andreazza

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Gonzo, meglio noto col nome d'arte di Guido Gomas 74 , con cui instaurerà un proficuo sodalizio professionale ed artistico che gli farà fare molta esperienza. Nonostante sia più giovane di due anni rispetto a Manfredi, Gomas gli insegnerà le basi di tecnica e stile per divenire un animatore di successo, sviluppandone le capacità. Il primo cortometraggio a portare la firma di entrambi gli artisti è L'albero (1965), una storia «sulla distruzione del verde nelle città» 75 . L'anno successivo realizzano Ballata per un pezzo da novanta – Mafia (1966), primo importante successo che riscuoterà considerevoli riconoscimenti in alcuni festival; l'opera narra della piaga della mafia nella società siciliana e risente della pittura di Guttuso 76 . La vocazione di denuncia della violenza sociale come veicolo per narrare storie che pervade tale cortometraggio è un concetto che viene reiterato anche per i successivi film: Terun – Un treno dal sud (1966), ad esempio, ha come tema l'emigrazione della gente del Sud verso le grandi metropoli industriali del Nord in cerca di migliori condizioni di vita, ma anche della loro emarginazione sociale 77 . Nel 1967 vedono la luce Sonata per violino solo e La spaccata (pellicola la cui vicenda è incentrata su di un furto in una gioielleria), mentre l'ultimo cortometraggio del sodalizio, Su sambene no est aba, è del 1968. Esso si presenta come una riflessione sul problema del banditismo in Sardegna, concentrandosi sulle cause e le conseguenti dinamiche psichiche che spingono il protagonista della vicenda a scegliere la via del crimine. Dal 1969 in poi, a partire dal corto K.O. 78 , Manfredi inaugura la sua fase di regista per la Corona in solitario, cercando di intraprendere un proprio percorso personale e 74 Cfr. Zangrando, 1968a: 33. 75 Ivi: 34. 76 Cfr. Perucca, 2008: 78; Zangrando, 1968a: 34. 77 Ibidem. 78 Il cortometraggio narra di un venditore di noccioline, ex-pugile fallito, il quale, «ripensando alla sua vita decide di farla finita, ma anche questa volta non riuscirà nei suoi intenti e fallirà il suicidio» (Cosulich, 1985: senza pagina). 14
Estratto dalla tesi: Il cinema di animazione di Manfredo Manfredi alla Corona Cinematografica