Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il ruolo dell'infermiere nella prevenzione del suicidio in ospedale: una revisione critica della letteratura.

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Gabriele Giba Enrici Contatta »

Composta da 64 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4505 click dal 25/01/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Gabriele Giba Enrici

Mostra/Nascondi contenuto.
7 vedova e l’annegamento nelle acque del fiume Gange o l’harakiri in Giappone. Questi sacrifici venivano messi in atto come fossero delle cerimonie, avevano quindi regole ferree e atteggiamenti pre-impostati che facevano parte della cultura sociale e che spersonalizzavano il significato dell’atto suicida. Nel 399 a.C. secondo Socrate gli uomini, ad eccezione dei filosofi, erano di proprietà degli dei, perciò decidere la propria morte avrebbe significato sottrarsi alla volontà del divino. Nell'antica Grecia il suicidio veniva punito con la profanazione della dignità del suicida in quanto la mano veniva recisa e sepolta distante dal resto del corpo e il cadavere poteva essere sepolto soltanto dopo il tramonto. Tutto questo perché il suicidio danneggiava la stabilità sociale, veniva considerato un atto di ribellione alla volontà divina ed alle regole del vivere morale. Nella pensiero stoico-epicureo il suicidio è considerato il simbolo della lotta per affermare le capacità umane e il mezzo attraverso il quale l’uomo può sottrarsi alla Morte e agli dei. Secondo Seneca (4 a.C.- 65 d.C.) il suicidio è concesso quando non si può più applicare la virtù e quando l’uomo non è più libero. In alcune religioni esisteva la possibilità di appellarsi ad un tribunale che aveva la facoltà di accettare un’eventuale richiesta di suicidio, se l’autorizzazione veniva negata e il richiedente lo commetteva nonostante il divieto, il cadavere veniva trattato con disonore. Con la comparsa del Cristianesimo, fondato sul rapporto d'amore verso tutti da parte di una divinità unica, il suicidio diviene una colpa gravissima. Attraverso il suicidio verrebbe negata a Dio la possibilità di dare o togliere la vita. Questa concezione rimase fino all’arrivo degli illuministi che riuscirono a rivendicare il diritto dell’uomo di poter decidere della propria vita. Nel XIX sec. si arriva alla concettualizzazione moderna, medico-scientifica del suicidio incentrata soprattutto sull'elemento patologico legato agli aspetti psicologici, culturali e sociali, tralasciando invece quelli filosofici e spirituali 6 . 1.4 Epidemiologia del suicidio. Il suicidio rappresenta la dodicesima causa di morte a livello mondiale con circa un milione di vittime l'anno ed un costo per la sanità pubblica stimabile in milioni di euro 7 . I dati dell'OMS stimano una morte per suicidio ogni 40 secondi ed un tentativo di suicidio ogni 3 secondi. Purtroppo, i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolineano un incremento dei tassi di suicidio negli ultimi 40 anni, inoltre pongono
Estratto dalla tesi: Il ruolo dell'infermiere nella prevenzione del suicidio in ospedale: una revisione critica della letteratura.