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I meccanismi di diversion: comparazione giuridica ed esperienza pratica

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Mihaela Martorana Contatta »

Composta da 159 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 690 click dal 25/01/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Mihaela Martorana

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4 Alla fine nel 1907 fu emanata la prima legge sulla probation: il “Probation of offenders act”. Questa legge divenne modello per le legislazioni successive, poiché per la prima volta il probation assunse il ruolo di istituto del processo penale e non soltanto nei confronti di minori: infatti il termine generico “offenders” non indica necessariamente i minori, ma comunque soggetti che si siano resi autori di reato e che hanno diritto, in ragione della tenuità del fatto commesso ad una seconda opportunità, senza per questo oltrepassare le soglie del carcere. In Inghilterra si sviluppò successivamente quello che fu definito come “probation system”: un ventaglio di istituti, che sotto la stessa keyword della sospensione del procedimento penale per un periodo di riabilitazione esterna, comprendeva: la recognizance, i judicial reprieve ed il benefit of clergy 8 , prima visti come istituti autonomi; in questo modo invece non soltanto trovarono riconoscimento legislativo nel Probation Act, ma furono oggetto di un’opera sistematica, che avrebbe comportato un più proficuo uso degli stessi da parte degli organi giudiziali. Interessante in tal senso è la recognizance, antesignano della diversion semplice: infatti, attraverso un atto spontaneo, il soggetto imputato riconosceva la propria responsabilità e si impegnava a seguire le prescrizioni che il giudice gli avrebbe fornito. Qui in particolare non c’era un vero e proprio programma di intervento (come nella probation “con intervento”, per l’appunto), ma anche così si consentiva la rieducazione esterna del soggetto, evitandogli la pena detentiva. Non sarebbe bastata, comunque la mera recognizance: occorreva anche che ci fossero dei garanti del miglior comportamento assunto da parte di coloro che si impegnavano. Se, infatti, avessero contravvenuto ai loro impegni, sarebbero incorsi immediatamente nella risposta punitiva dello Stato. Esistevano perciò, a loro garanzia i “sureties”, che vigilavano sul loro comportamento. Prima questa misura fu http://www.altrodiritto.unifi.it/ “Nel 1879, un’altra legge, il “Summary Jurisdiction Act” autorizzava la corte ad evitare di infliggere pene detentive brevi agli aduti che avevano commesso reati, disponendo la sospensione della dichiarazione di colpevolezza e della pena, a condizione che il condannato mantenesse una buona condotta”. Si nota dunque come una questione che in Italia si sta ponendo soltanto in questi ultimi mesi, in Inghilterra esiste già dal 1879. 8 Questi istituti erano già presenti dal XII secolo in Inghilterra, come spiega PADOVANI T. in L'utopia punitiva, Giuffrè, Milano, 1981, p. 52.
Estratto dalla tesi: I meccanismi di diversion: comparazione giuridica ed esperienza pratica