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''Concordia'': un naufragio mediatico

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Luca Mereu Contatta »

Composta da 217 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 523 click dal 02/02/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Luca Mereu

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4 fregati altamente di pensare prima a salvare anziani, bambini e disabili e sono corsi per primi alle scialuppe […] Ma dov’era il comandante? […] Forse a bordo non c’è mai stato […] Quella nave era una babele di lingue, gli addetti al personale non si capivano manco tra loro, uno di noi addirittura s’è messo a guidare una scialuppa perché il marinaio incaricato non era capace di farla partire» 4 . Poi, le storie: il pompiere in vacanza porta il disabile in salvo, la crociera con la fidanzata pagata con i risparmi, la mamma che ha trovato i figli soli al miniclub, il pianista e il mago del teatro arrivati a riva nuotando, infine il massaggiatore di bordo salvato dopo ore aggrappato ad uno scoglio. E la testimonianza della nottata dal punto di vista dei gigliesi, che si sono dati da fare per tamponare l’emergenza umana 5 . Quindi le prime ricostruzioni sulla condotta del comandante. «(L’inchino, nda) Succede spesso, è quasi una tradizione dai tempi di Mario Palombo, storico comandante della Concordia, gigliese di nascita che conosceva quei fondali come le sue tasche, sapendo bene dove si celavano le insidie […] il comandante Francesco Schettino ha capito di aver commesso un errore pazzesco, imperdonabile, e cerca un rimedio, una salvezza, con quella svolta a 180 gradi. Vuole portare la Costa Concordia in rada, ha capito che la nave sta affondando e se lo fa in mare aperto, sotto a un abisso profondo 70 metri, diventa una tomba per tutti. In pochi minuti mette insieme l’errore che lo segnerà per una vita e la manovra che salva centinaia di vite. Getta le due ancore che fanno perno consentendo allo scafo di invertire la rotta e di adagiarsi sulla scogliera. L’ordine di abbandonare la nave arriva solo allora, dopo che la nave si è finalmente fermata, cominciando a inclinarsi. Sulla plancia della nave si assistono a scene che fanno pensare a film celebri e tragici. Prima le donne e i bambini, urlano i marinai in inglese, ma questo non è il cinema, è una lotta per vivere o morire […] l’evacuazione è puro delirio […] Francis Servelle, Jean Pierre Michaud precipitano da uno dei punti più alti, il marinaio Alberto Costilla Mendoza scivola in mare mentre cerca di aiutare un gruppo di passeggeri a salire sulle scialuppe. Sono loro le prime tre vittime, muoiono annegati e assiderati […] Gli abitanti dell’isola formano catene umane, portano panni caldi, bevande, medicine […] Ma il mistero più grande è quello di un uomo, di Francesco Schettino, il comandante. Quando lo incontriamo alla reception dell’hotel Bahamas, al Giglio, consulta una carta nautica e impreca […] La magistratura lo arresta in serata, troppe contraddizioni nelle sue parole, appena accennata l’ammissione di 4 F. Caccia, S’inclinava sempre di più e nel buio eravamo soli, Corriere della Sera, 15 gennaio 2012, p. 1 5 G. Buccini, Il prete, il guardacoste, la barista, gli angeli a mani nude del Giglio, Corriere della Sera, 15 gennaio 2012, p. 1
Estratto dalla tesi: ''Concordia'': un naufragio mediatico