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La distruzione del Serapeo di Alessandria d'Egitto

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Umanistiche

Autore: Barbara Capotondi Contatta »

Composta da 201 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 208 click dal 24/03/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Barbara Capotondi

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11 2. Serapide e il suo ingresso ad Alessandria: Il tema delle origini di Serapide e del suo culto è piuttosto complesso e gli studiosi non sono ancora giunti a una soluzione univoca in merito 11 . Le fonti letterarie che trattano dell’origine di Serapide sono molto numerose 12 , ma per la maggior parte rientrano in una tipologia che potremmo definire ‘mitopoietica’: spiegano quale sarebbe l’origine della divinità da un punto di vista ‘mitico’ senza dare informazioni storiche o antiquarie di rilievo. Esse possono essere riunite in tre grandi gruppi. Il primo riporta spiegazioni di marca evemerista e menziona un tale Apis, dopo la morte detto Sorapin e venerato come dio, che di volta in volta sarebbe figlio di Giove e Niobe, re degli Argivi, di Sinope, di Memfi, oppure addirittura il toro Apis sacro a Osiride; senza dimenticare quella parte di tradizione che vuole la divinità in relazione al Giuseppe biblico 13 . In quest ultimo caso il modio posto sulla testa di Serapide secondo l’iconografia classica sarebbe un chiaro riferimento alla vicenda di Giuseppe che, interpretati i sogni del faraone, se ne guadagnò la stima e riuscì a salvare l’Egitto dalla carestia 14 . Un’altro gruppo raccoglie spiegazioni allegoriche, per cui Serapide è identificato con i movimenti del Nilo o con la sua forza fertilizzatrice. L’ultimo gruppo ricorre alla così detta interpretatio, cioè all’accostamento di Serapide a 11 All’interno di una vastissima bibliografia ricordiamo solo alcuni titoli: P. Jouget, Les premiers Ptolémées et l’hellénisation de Sarapis, in Hommage a Joseph Bidez et à Franz Cumont, Coll. Latomus 2 (1949), pp. 159166; WELLES; P. M. Fraser , Two Studies on the Cult of Sarapis in the Hellenistic World, in «OpAth» 3 (1960), pp. 154; FRASER 1967; FRASER 1972, pp. 246276; W. Hornbostel, Sarapis in EPRO 32, Leiden 1973. Da ultimo Ph. BorgeaudY. Volokhine, La formation de la légende de Sarapis: une approche transculturelle, in «ARG» 2 (2000), pp. 3776. 12 Lista completa in HOPFNER, pp. 905 e sgg. 13 Cfr. G. Mussies, The Interpretatio Judaica of Sarapis, apud M. J. Vermaseren, Studies in Hellenistic Religions, Leiden 1979. 14 Gn., 41.
Estratto dalla tesi: La distruzione del Serapeo di Alessandria d'Egitto